Soldatessa morta per un malore, il dolore della famiglia di Noemi. La nonna: “Sono bugie, ti aspetto a casa”

Lo strazio dei parenti di Noemi Saetta, 23 anni, soldatessa dei Lancieri di Montebello. Il papà Renato: "La mia bambina non c'è più". Si attende l'autopsia

Noemi Saetta

Dietro la divisa dei “Lancieri di Montebello”, dietro la cronaca fredda di un malore improvviso su un mezzo militare a Roma, restano le stanze di una casa a Velletri dove il tempo si è fermato alle 6:40 di mattina. È l’ora dell’ultimo messaggio della soldatessa su WhatsApp: un “buongiorno” accompagnato da un cuore rosso inviato alla famiglia. Poi, il vuoto.

Lo strazio dei parenti di Noemi Saetta, 23 anni, soldatessa dei Lancieri di Montebello. Il papà Renato: “La mia bambina non c’è più”. Si attende l’autopsia

Oggi, a parlare di Noemi Saetta, la soldatessa di soli 23 anni stroncata da un malore mentre andava a svolgere il servizio di vigilanza al concorso di magistratura, è il dolore composto e devastante della sua famiglia. Un dolore che si divide tra la disperata incredulità di una nonna e la ricerca di risposte di un padre.

Il rifiuto di nonna Gisella: “Ti ho fatto il vestitino all’uncinetto”

C’è una fase del lutto in cui la mente si rifiuta di comprendere, per proteggere il cuore da una verità troppo grande. È lo strazio che sta vivendo Gisella Fazio, la nonna paterna di Noemi.

Affidate ai social, le sue parole sono un manifesto di amore puro che commuove la rete: “Noemi, tutti i giornali locali scrivono quello che ti è successo, ma io non ci credo. Sono tutte bugie. Tu non sei morta, non è vero. In tanti mi fanno le condoglianze, ma si sbagliano. Io aspetto gli auguri per il tuo avanzamento di carriera, perché mi hai regalato un nipotino”.

Nelle parole di nonna Gisella si rincorrono i dettagli di un futuro che doveva ancora essere scritto: “Ti ricordi quando ti dissi: “Noemi, fammi un nipotino. Ho tanta voglia di comprare i vestitini da neonato”. E tu, con quel tuo sorriso, mi rispondesti: “Sì, nonna, comincia a comprarli””.

Oggi quella casa è sospesa in un’attesa immobile. Il piatto preferito pronto in cucina e un regalo speciale che Noemi non potrà mai ritirare: “Amore mio, io continuo ad aspettarti a casa. La porta del mio cuore resterà sempre aperta per te. Dimenticavo… il vestitino che ti ho fatto all’uncinetto è pronto da indossare.

Il papà Renato: “La mia bambina non c’è più”

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Noemi, la soldatessa morta all’improvviso

Se la nonna si rifugia nel rifiuto, il padre Renato Saetta, 49 anni, ex paracadutista , si stringe ai ricordi. “L’aspettavamo a casa l’indomani…”, si dispera.

Il giallo dell’addome gonfio e l’attesa dell’autopsia

Oltre al dolore, per il papà Renato c’è l’angoscia di non sapere ancora il perché. Noemi stava bene, aveva fatto colazione regolarmente prima di salire sul bus dell’Esercito. Poi il respiro affannoso sul sedile, l’allarme lanciato dal commilitone e i tentativi di rianimazione andati avanti con un massaggio cardiaco continuo.

La famiglia ora chiede di sapere il motivo di quella morte improvvisa: ha affidato il caso ai propri legali e aspetta l’esito dell’autopsia.

Il sogno spezzato della divisa

Noemi a Velletri la conoscevano tutti. Aveva studiato all’istituto Alberghiero, ma il suo obiettivo era sempre stato un altro. Aveva tentato il concorso nell’Arma dei Carabinieri. Poi l’ingresso nei “Lancieri di Montebello”, uno dei reparti storici dell’Esercito Italiano. Per lei non era solo un lavoro, ma la realizzazione di sogno da coronare coi gradi.