Fermata la banda del monopattino: spray al peperoncino contro le vittime a cui strappavano l’oro dal collo

Indagati tre giovani egiziani bloccati a ridosso del Pantheon: nell'ultimo bottino di catenine d'oro della banda del monopattino, anche hashish, farmaci psicotropi e banconote false

Tre giovani egiziani hanno trasformato le storiche vie del centro di Roma in un terreno di caccia per scippi rapidi e violenti ai danni di turisti. I Carabinieri li hanno bloccati all’alba tra piazza del Gesù e via dei Cestari, recuperando collanine d’oro, spray al peperoncino, droga e banconote false.

Indagati tre giovani egiziani bloccati a ridosso del Pantheon: nell’ultimo bottino di catenine d’oro della banda del monopattino, anche hashish, farmaci psicotropi e banconote false

Un’azione fulminea, studiata per colpire e dileguarsi tra i vicoli del centro storico prima ancora che le vittime potessero realizzare l’accaduto.

Era questo il metodo operativo della banda del monopattino, intercettata dai Carabinieri, che univa la precisione della forza fisica alla rapidità dei mezzi leggeri della mobilità urbana scelti dai malviventi per muoversi alle prime ore della mattina, nelle zone monumentali della Capitale.

Il monopattino, permetteva loro di avvicinarsi ai bersagli senza fare rumore, effettuare lo strappo violento della collanina d’oro direttamente dal collo dei passanti e fuggire superando i varchi della zona a traffico limitato.

Per garantire l’impunità e neutralizzare eventuali reazioni da parte delle vittime o dei passanti, il gruppo girava armato di bombolette di spray al peperoncino, pronte a essere usate per accecare chiunque tentasse l’inseguimento.

I casi eclatanti all’alba in piazza del Gesù

La notte di raid si è interrotta bruscamente intorno alle ore 05:30, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e della Compagnia di Roma Centro sono intervenuti a piazza del Gesù. Poco prima, i criminali avevano preso di mira due turisti di nazionalità turca, strappando loro una catenina d’oro lunga ben 65 centimetri. Grazie alle indicazioni precise delle vittime, che hanno segnalato la direzione di fuga sul monopattino elettrico, i militari hanno accerchiato la zona.

La perquisizione sul posto ha permesso di trovare non solo il gioiello appena rubato, ma anche altre tre collane d’oro di dubbia provenienza e il flacone di spray urticante. Appena cinque minuti dopo, alle 05:35, un secondo blitz è scattato nella vicina via dei Cestari, dove i militari del Nucleo Radiomobile, hanno intercettato un altro complice che si muoveva con atteggiamento sospetto tra i vicoli del Pantheon.

Il bottino: oro, farmaci e banconote false

Il bilancio dei controlli fotografa un’attività criminale diversificata che andava ben oltre il semplice scippo stradale. La refurtiva recuperata dai Carabinieri nel corso dei due interventi comprende in totale sei gioielli d’oro (cinque catenine e un braccialetto), in gran parte restituiti ai legittimi proprietari.

Durante le perquisizioni personali, i militari hanno scoperto i bizzarri nascondigli usati per occultare il bottino e il materiale illecito. All’interno di un portafogli e persino dentro un calzino, il giovane fermato in via dei Cestari nascondeva due dei gioielli rubati, oltre ad hashish e a tre capsule di un potente farmaco psicotropo, detenuto illegalmente senza prescrizione medica.

Nelle tasche del ragazzo sono state trovate anche banconote false, utilizzate probabilmente per truffare i commercianti o i tassisti della zona.

Chi c’era dietro la rete dei furti

Dietro la scia di scippi che ha colpito il cuore monumentale di Roma c’era una batteria di giovani trasfertisti e residenti nell’hinterland. I due soggetti bloccati in flagranza di reato a piazza del Gesù dopo la rapina ai turisti turchi sono due ragazzi di 21 anni di origine egiziana.

Il terzo complice, fermato pochi istanti dopo in via dei Cestari e trovato con la droga e il calzino pieno d’oro, è un connazionale di 23 anni ufficialmente residente nel comune di Pomezia.

Per i primi due è scattato il fermo immediato, mentre il 23enne è stato deferito in stato di libertà a piede libero per i reati di ricettazione, detenzione di sostanze stupefacenti e spendita di banconote false.

Le indagini ora proseguono per capire se la banda rispondesse a una rete di ricettazione più ampia radicata nella periferia romana.