Parcheggiare a Termini pronti a partire per la solita destinazione di lavoro con la testa piena di pensieri e poi accorgersi di aver fatto un errore capitale. Almeno nel novanta per cento delle volte in un caso simile: aver lasciato le chiavi ancora inserite sul motorino, incluse quelle della catena agganciate allo stesso mazzo.
Parcheggia a Termini e lascia le chiavi sul motorino ma si accorge del drammatico errore solo dopo essere partita dalla stazione
Sono stati momenti di panico per una professionista che la mattina presto di ieri, giovedì 25 giugno, era salita su un treno dell’Alta Velocità per quella che si prospettava come una normale trasferta programmata per rientrare in serata e tornare più rapidamente in famiglia.
Caldo afoso e adrenalina
Complice il caldo afoso di questi giorni, che non facilita la rapidità di pensiero, la donna continuava a rimuginare su quella strana sensazione di vuoto tipica di quando si sa di aver dimenticato qualcosa, ma questo qualcosa stenta a palesarsi sotto forma di un pensiero lucido.
Poi la scossa di adrenalina. Le chiavi! Magari si fossero soltanto perdute, perché sarebbe stata una fortuna rispetto alla certezza di aver perso, insieme alle stesse chiavi, anche il mezzo di locomozione.
Un dramma nel dramma nonostante il tentativo, praticamente disperato, di avvisare il consorte per chiedergli di correre al parcheggio nella miracolosa aspettativa di ritrovare il ciclomotore, lì dove era stato lasciato nei pressi di una stazione dove i controlli delle forze dell’ordine e dei militari non mancano, ma che è frequentata da un viavai continuo di migliaia di persone.
La marea umana
Una marea umana degna di quelle scene tipiche di Manhattan dove un flusso ininterrotto di passanti attraversa le strisce appena il semaforo diventa verde.
E invece, nonostante i mugugni e gli inevitabili rimproveri alla moglie distratta, l’uomo, corso subito sul posto nella pressoché totale certezza di non trovare più nulla ha potuto tirare un profondo sospiro di sollievo preparandosi all’inevitabile cazziatone tipico delle unioni matrimoniali.
Ma come si dice, talvolta i miracoli esistono, perché il motociclo era ancora al suo posto e sul sellino era stato accuratamente posizionato il salvifico messaggio di un generoso benefattore che si firmava con il nome e il numero di cellulare da richiamare solo in caso di necessità con un testo inequivocabile: “le chiavi stanno al negozio di fronte”.
A quel punto il commento della professionista miracolata è stato inevitabile: “Possiamo ancora avere fiducia nell’umanità e nella solidarietà. Un plauso anche a mio marito (…) che è andato subito a verificare la situazione (e che ora me ne dirà di tutti i colori per un mese)”.



















