Scontro su parcheggio interrato al centro: “Più scavano e più trovano”, archeologia blocca 140 posti auto 

Emergenza scavi nella piazza del parcheggio interrato: riaffiorano nuove mura e frammenti marmorei e i residenti lanciano l'allarme sui rischi per la stabilità delle case del Rione

Una nuova e stringente emergenza legata alla tutela del patrimonio storico sta scuotendo il centro della Capitale proprio in queste ore. Nel corso delle attività di scavo per la realizzazione del contestato parcheggio sotterraneo di Piazza Capponi, il sottosuolo ha risposto restituendo testimonianze archeologiche che aprono scenari di forte incertezza sul proseguimento del cantiere, e accendono la protesta dei cittadini.

Emergenza scavi nella piazza del parcheggio interrato: riaffiorano nuove mura e frammenti marmorei e i residenti lanciano l’allarme sui rischi per la stabilità delle case del Rione

I fatti si stanno concentrando nell’area di Piazza Americo Capponi, all’interno dello storico rione Borgo, una zona compresa tra Via della Conciliazione e il Rione Prati. Durante i lavori per la costruzione del parcheggio interrato, progettato per ospitare circa 140 posti auto privati, sono venuti alla luce ulteriori reperti considerati molto interessanti, nello specifico mura antiche e frammenti marmorei, per cui sarebbero già state organizzate complesse procedure di catalogazione.

La reazione dei residenti

A dare l’annuncio formale dei ritrovamenti è stata Rosita Torre, portavoce del comitato che unisce moltissimi residenti del quartiere, da tempo schierati contro l’opera edilizia. Le procedure correnti prevedono che i pezzi archeologici, dopo essere stati inventariati e schedati, vengano lavati accuratamente e successivamente trasferiti nei depositi della Soprintendenza.

La portavoce ha riportato una dichiarazione confidata da una fonte certa, secondo la quale «più scavano e più trovano». I manufatti sono stati intercettati a una quota superficiale, pari a circa 4 metri di profondità, e secondo il comitato, la riemersione del passato di Borgo fornirà un aiuto decisivo per scongiurare la nascita di inutili stalli privati e per eliminare i pericoli legati alla stabilità delle abitazioni.

I precedenti

Questa nuova scoperta si inserisce in un quadro che aveva visto una prima tregua a febbraio scorso, quando la questione era stata affrontata in una riunione tra la Soprintendenza, i vertici del Campidoglio, il Municipio, la Polizia locale e il Dipartimento Ambiente.

La Soprintendenza, prima di quell’incontro, aveva inviato una lettera urgente per chiedere il differimento dell’esecuzione delle indagini di archeologia preventiva. L’atto formale era stato firmato di proprio pugno dalla soprintendente Daniela Porro, la quale aveva evidenziato il rischio concreto di imbattersi in criticità geologiche e in resti antichi.

I nodi legati alla concessione

Durante il tavolo di confronto di febbraio, il Comune si era espresso tramite l’ingegnere Roberto Botta, da poco nominato nuovo Vice Direttore Generale a capo dell’Unità operativa “Monitoraggio e rendicontazione degli interventi strategici di mandato”.

Il dirigente aveva spiegato chiaramente che l’interruzione burocratica dei lavori avrebbe esposto l’amministrazione al rischio di un ricorso al Tar da parte dell’impresa, con il conseguente esborso di molto denaro pubblico per coprire il danno economico.

Tuttavia, lo stesso Botta aveva precisato che l’iter dei lavori si sarebbe potuto fermare, e la concessione essere totalmente rivista, solo in due casi precisi: il riscontro di fragilità geologiche e il ritrovamento di reperti archeologici, circostanza che si sta puntualmente verificando sotto la regìa e il monitoraggio della Soprintendenza.

La proposta: “Il parcheggio va fermato, l’alternativa c’è”

A rafforzare la battaglia dei residenti si aggiunse a dicembre 2025, la proposta di Linda Meleo e Federica Festa, quest’ultima Consigliera del Primo Municipio di Roma per il Movimento 5 Stelle, che dichiararono con fermezza, che il progetto del parcheggio interrato a pochi metri dalle case deve essere bloccato.

Otre a contestare la totale mancanza di trasparenza e di dialogo con il territorio, venne evidenziato come l’intervento avesse ricevuto il parere negativo sia della Polizia Locale, sia del Municipio, oltre alla netta opposizione dei cittadini pronti al ricorso al TAR.

Sul piano burocratico, Meleo e Festa denunciarono anche il mancato rispetto degli iter previsti: all’epoca, non risultava depositato il progetto esecutivo obbligatorio, che doveva essere presentato entro la scadenza del 18 dicembre 2025.

Come opzione alternativa e decisamente più sostenibile rispetto a un intervento così invasivo, il Movimento 5 Stelle aveva inoltre proposto il recupero dei posti auto esistenti sotto il Mercato dell’Unità, garantendo una soluzione per i parcheggi in zona senza rischi per il rione e confermando il pieno supporto del gruppo politico al fianco dei cittadini.