Biancheria intima recuperata dalla spazzatura venduta al mercato: blitz tra i banchi in due quartieri romani

Interi banchi smantellati con mezzi speciali a caccia di prodotti a rischio sanitario: sequestrate tonnellate di profumi tossici e scarti di spazzatura

Due quartieri romani apparentemente distanti si sono svegliati sotto l’assedio invisibile di un mercato illegale e parallelo di profumi e abiti usati, capace di soffocare il decoro urbano e minacciare direttamente la salute pubblica. Una fitta rete di banchi abusivi e venditori di scarti ha invaso i marciapiedi, scatenando un’immediata risposta delle forze dell’ordine.

Interi banchi smantellati con mezzi speciali a caccia di prodotti a rischio sanitario: sequestrate tonnellate di profumi tossici e scarti di spazzatura

A diventare lo scenario di una massiccia occupazione abusiva, le aree urbane adiacenti al mercato di via Pico della Mirandola, nel quartiere Montagnola, e i piazzali antistanti il nodo di scambio della stazione Anagnina.

In queste zone, si era radicato un florido commercio clandestino che esponeva quotidianamente migliaia di merci illegali e abiti usati di dubbia provenienza sui marciapiedi. Alla Montagnola erano state allestite vere e proprie strutture di vendita permanenti, dotate di brande e ombrelloni per proteggere la merce esposta.

Contemporaneamente, nel quadrante di Anagnina, la situazione appariva ancora più critica a causa della nascita di un mercato spontaneo specializzato nella commercializzazione di materiali di recupero. Questo groviglio di banchi esponeva merci potenzialmente pericolose per i consumatori, tra cui calzature, profumi contraffatti con i loghi dei marchi più celebri, costumi da bagno e persino capi di abbigliamento intimo privi di qualsiasi garanzia igienico-sanitaria o tracciabilità dei tessuti.

L’indagine e il blitz

L’escalation del degrado ha spinto la Polizia Locale di Roma Capitale a pianificare una massiccia operazione di sgombero simultanea. Gli agenti del Gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale, supportati dal personale territoriale del Gruppo VIII Tintoretto, hanno fatto scattare le verifiche stringendo nella morsa dei controlli i due quadranti.

Alla Montagnola i vigili hanno proceduto all’immediato sequestro di due banchi interamente abusivi, confiscando sul posto circa 1700 articoli di bigiotteria, abbigliamento e orologi da polso.

Ma lo scenario più inquietante si è però palesato ad Anagnina, dove è stato accertato che il materiale usato in vendita proveniva direttamente dai cassonetti dei rifiuti stradali. Per ripristinare le condizioni di sicurezza è stato necessario l’intervento straordinario della municipalizzata AMA, che ha impiegato tre automezzi pesanti per rimuovere e avviare a corretto smaltimento circa una tonnellata di rifiuti di risulta. L’azione si è conclusa con il sequestro di altri 2300 articoli e delle relative attrezzature commerciali, con sanzioni pecuniarie complessive superiori ai 40mila euro.

Biancheria intima recuperata dall’immondizia

L’intervento delle forze dell’ordine ha scoperchiato una realtà che va ben oltre la semplice violazione delle regole commerciali. La vendita di biancheria intima e profumi recuperati dalle immondizie e contraffatti rappresentava un rischio sanitario diretto per i cittadini, esposti ad agenti patogeni e sostanze chimiche tossiche.

Un sistema illegale che alimenta l’economia sommersa danneggiando gravemente i negozianti regolari. La bonifica dei piazzali messa in atto in queste ore, ha restituito decoro e sicurezza aglispazi pubblici vitali per i pendolari.