Più accesso libero e concessioni a lungo termine per le spiagge di Ostia: ecco il nuovo Piano arenili

L'Assemblea Capitolina ha adottato il Piano Arenili che ridisegna la gestione del litorale di Ostia. Prossimo passo, la conferenza dei servizi

Nuovo piano arenili
Ostia lungomare (immagine di repertorio)

Il mare di Ostia si prepara a cambiare volto: con l’adozione del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili, l’Assemblea Capitolina ha dato il via libera al documento che riscrive le regole per la gestione del litorale romano. Un atto che prelude alla chiusura di percorso avviato a novembre 2022 e si prepara a porre fine alla lunga fase di proroghe e bandi annuali, aprendo la strada a concessioni a lungo termine in conformità con la normativa nazionale vigente.

L’Assemblea Capitolina ha adottato il Piano Arenili che ridisegna la gestione del litorale di Ostia. Prossimo passo, la conferenza dei servizi

La novità più impattante riguarda il “lungomuro“: le recinzioni che per decenni hanno negato la visuale del mare saranno smantellate. Lungo il litorale sorgeranno oltre 38 varchi pubblici, larghi almeno 3 metri e accessibili gratuitamente 24 ore su 24. I primi 5 metri dalla battigia resteranno sempre sgombri da attrezzature. La nuova logica distributiva prevede una spiaggia libera ogni 300 metri di costa: in questo modo, l’accesso gratuito non sarà mai lontano più di 150 metri. Per garantire la massima visibilità, le concessioni dovranno lasciare libero almeno il 50% del proprio fronte mare, limitando le altezze dei separatori a 110 centimetri.

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La nuova mappa delle concessioni e il carico antropico

Il piano riorganizza le 66 attività esistenti in nuove unità operative, rispondendo anche a una precisa analisi del carico antropico, che registra oltre 22.800 presenze medie giornaliere durante il picco estivo. Per gestire questo flusso, saranno 50 le aree messe a gara — 35 stabilimenti balneari, 11 ristoranti, 3 aree ricreativo-sportive e 1 attività di noleggio imbarcazioni — mentre le spiagge libere saranno 31 tratti affidati in convenzione, di cui 11 abbinati in gestione unica a un esercizio di ristorazione per garantire i servizi di spiaggia. Questo nuovo assetto si integra con il progetto Parco del Mare, includendo soluzioni in materia di accessibilità e mobilità sostenibile.

Sostenibilità, inclusione e memoria storica

Le nuove strutture balneari dovranno abbandonare il cemento a favore di materiali naturali e reversibili — legno certificato — con un’altezza massima di 5 metri. Un’attenzione particolare è rivolta al patrimonio storico: gli edifici balneari riconosciuti dalla Carta per la Qualità del Prg sono considerati invarianti del Piano, con l’obbligo per i concessionari di conservarne e valorizzarne i caratteri architettonici originari.

Un mare senza barriere e nuovi spazi dedicati

L’inclusività resta un pilastro: ogni stabilimento dovrà garantire l’accessibilità totale, con passerelle in legno fino alla battigia, ombrelloni ad apertura automatica e carrozzine da spiaggia per le persone con gravi disabilità. Saranno inoltre previste aree per gli animali da compagnia, zone naturiste e, per la prima volta, spazi dedicati ai matrimoni civili in riva al mare.

La sfida della destagionalizzazione

Da ottobre ad aprile, gli stabilimenti potranno trasformarsi in spazi per eventi culturali, sportivi ed enogastronomici. In cambio, i gestori dovranno mantenere aperti i servizi igienici e garantire la pulizia e la manutenzione della spiaggia. Al termine dell’estate, ombrelloni, sdraio e strutture temporanee dovranno essere rimossi.

L’ultimo passo: la Conferenza dei Servizi

Il testo adottato recepisce integralmente gli esiti della Valutazione Ambientale Strategica condotta dalla Regione Lazio. Dopo l’adozione da parte dell’Assemblea, il piano entra nella fase della Conferenza dei Servizi, alla quale parteciperanno Regione Lazio, Agenzia del Demanio, Capitaneria di Porto e Soprintendenza. Entro un massimo di 45 giorni questi enti dovranno esprimere i propri pareri definitivi, al termine dei quali il testo tornerà all’Assemblea Capitolina per l’approvazione finale.

Il Piano Arenili

Nel complesso, il piano interessa complessivamente 11,3 chilometri dei 16,8 chilometri totali del litorale comunale, portando la quota di spiaggia libera al 57,6% dell’arenile di competenza capitolina — oltre il minimo del 50% previsto dalla normativa regionale — e al 64% considerando anche i chilometri di Castelporziano, interamente pubblici, per un totale di 8,4 chilometri di spiagge gratuite.

Il commento dell’amministrazione capitolina

Il provvedimento ha incassato il pieno sostegno dell’amministrazione capitolina. Per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, “il voto di oggi rappresenta una svolta storica per il mare di Roma, per i cittadini, per i turisti e per gli operatori. Il Litorale sta cambiando, passo dopo passo, grazie a un lavoro serio e rigoroso. Con il Pua avremo più accesso libero e gratuito alle spiagge, più sostenibilità ambientale e attenzione al paesaggio, più trasparenza. Al tempo stesso offriamo agli operatori privati regole certe e condizioni favorevoli per programmare investimenti di lungo periodo, confermando la rivoluzione che abbiamo realizzato passando dal sistema delle proroghe a quello dei bandi pubblici“.

Sulla stessa linea d’onda l’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative Tobia Zevi, secondo il quale “questo Pua disegna il futuro della spiaggia di Roma, e lo fa attorno a un principio semplice che stiamo cercando di affermare: il mare è di tutti. Quindi più spiagge libere, e non varchi, basta lungomuro, meno cemento sulla spiaggia e più servizi. Ma anche più concorrenza: grazie al Pua potremo finalmente pubblicare i bandi pluriennali, che garantiranno la possibilità di investire per 15 o 20 anni, e quindi avere nuovi imprenditori e nuove risorse che arrivano su Ostia, insieme a tutti gli altri investimenti che questa amministrazione sta portando nel X Municipio. Finalmente Ostia potrà esprimere tutto il suo gigantesco potenziale“.