Minaccia con una spada passanti e compagna e la carica in auto con la figlia: 30enne in manette per sequestro a Pietralata

Minaccia passanti e compagna con una spada e la carica a forza su una vettura con la figlia, arrestato dalla polizia

Minaccia con una spada passanti e compagna e poi la carica a forza con la figlia su un’autovettura partendo a tutta velocità. I fatti risalgono alle ore 12.00 di ieri, martedì 9 giugno, nel quartiere di Pietralata.

Minaccia con una spada passanti e compagna e la carica a forza su una vettura con la figlia, arrestato dalla polizia

Allertate da diverse chiamate al numero unico delle emergenze che segnalavano un rapimento in corso in via Luigi Barzini, all’incrocio con via Benedetti, sono intervenute le pattuglie e le volanti dei commissariati Sant’Ippolito, San Basilio e Porta Pia.

Un caos che ha gettato nel panico diverse persone e che ha provocato l’immediata reazione dei social soprattutto quelli attivi all’interno del quartiere reso celebre dai romanzi di Pier Paolo Pasolini.

Nel frattempo, mentre alcune pattuglie restavano in zona per raccogliere le prime informazioni, altre auto della polizia intercettavano il sudamericano nei pressi del mercato di via Filippo Meda e lo bloccavano prendendosi cura della donna e della bambina.

La ricostruzione degli inquirenti

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l’uomo, un 30enne di nazionalità colombiana, impugnando una spada, poi ritrovata e risultata essere una riproduzione senza filo con scarse potenzialità offensive, aveva litigato con la connazionale e, dopo aver minacciato una persona che aveva tentato di intervenire, l’aveva costretta a salire in macchina insieme alla bimba allontanandosi in direzione di via dei Monti Tiburtini.

L’arresto

Il sospettato è stato trattenuto sino a tarda notte in commissariato e arrestato poiché gravemente indiziato dei reati di atti persecutori, sequestro di persona, minacce aggravate nei confronti di un testimone e resistenza a pubblico ufficiale oltre a essere denunciato per porto d’armi e oggetti atti a offendere.

L’uomo è stato processato per direttissima questa mattina, mercoledì 10 giugno, dopo la convalida delle misure cautelari adottate nei suoi confronti.

E’opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.