Cinque anni di concerti al Circo Massimo: vibrazioni, allagamenti e un sottosuolo a rischio

Nel 2023 le vibrazioni per un concerto al Circo Massimo furono registrate dai sismometri dell'INGV a nove chilometri di distanza

concerti al circo massimo

I concerti al Circo Massimo preoccupano sempre di più chi abita nei dintorni. Tir per l’allestimento, vibrazioni così intense da spingere i residenti in strada convinti di un terremoto, allagamenti che durano anche dieci giorni: è l’allarme lanciato dall’associazione Amici dell’Aventino, dopo le foto circolate nei giorni scorsi che ritraevano l’area archeologica invasa dai mezzi pesanti in vista dei concerti di Cesare Cremonini. Una situazione, quella descritta dai residenti, che va avanti ormai da cinque o sei anni e che sta destando grande preoccupazione tra tra i cittadini della zona.

Nel 2023 le vibrazioni per un concerto al Circo Massimo furono registrate dai sismometri dell’INGV a nove chilometri di distanza

Il punto di svolta, nella spiega Enrico Barbieri, vicepresidente dell’Associazione Amici dell’Aventino, è il concerto di Travis Scott del 7 agosto 2023: “Lasciò tutti quanti inorriditi e sbalorditi, con la gente che si riversò per strada pensando fosse un terremoto: c’erano i lampadari, e addirittura alcune case, che si muovevano“. Le vibrazioni furono talmente intense da essere registrate dai sismometri dell’INGV, posizionati a nove chilometri di distanza dall’arena.

Il precedente del 2019 ignorato dall’amministrazione

Non era la prima volta che i sensori segnalavano il problema. Nel 2019, durante il concerto dei The Giornalisti al Circo Massimo, uno studio rilevò che i sensori della Torre della Moletta — sul lato di via delle Terme di Caracalla, opposto al palco — avevano toccato il limite massimo di vibrazioni tollerabili dal monumento. “E quello dei The Giornalisti non era un concerto grande come quelli che sono seguiti – sottolinea Barbieri – Tuttavia, quello che doveva essere un monito per l’amministrazione cittadina, è stato trascurato“.

Più concerti, più potenti

Nonostante gli studi e gli avvertimenti, la tendenza è andata nella direzione opposta: eventi sempre più frequenti e sempre più imponenti, in una zona particolarmente fragile. L’Aventino non è solo a rischio vibrazioni. Il sottosuolo dell’area è costellato di cavità — ex cave di pozzolana e siti archeologici ipogei — che la rendono storicamente vulnerabile dal punto di vista idrogeologico. In superficie convivono patrimonio Unesco, monumenti, resti archeologici e abitazioni private: un contesto già segnato in passato da episodi di sprofondamento del terreno.

Gli allagamenti e l’argilla compressa dai tir

A complicare ulteriormente il quadro ci sono i frequenti allagamenti nell’area del Circo Massimo Secondo molti esperti del settore, sarebbero causati dalla compressione dell’argilla negli strati sotterranei, schiacciata dal peso dei tir e della folla. “Con il tempo, l’acqua ha cominciato ad avere difficoltà a defluire e quando piove rimane anche per 10 giorni e non evapora“, sottolinea l’associazione Amici dell’Aventno. Il fenomeno si concentra soprattutto nella parte centrale e verso via dell’Ara Massima di Ercole, in direzione del Lungotevere, dove convergono mezzi pesanti, pubblico e palco. Un’area dove, peraltro, potrebbero essere presenti reperti archeologici ancora non portati alla luce.

Per la serata di oggi e di domani, il Circo Massimo si prepara comunque a ospitare il concerto di Cesare Cremonini. Un evento che, ancora una volta, richiamerà migliaia di persone nell’area del sito archeologico.