La messa in sicurezza di un tratto di strada al Quarto Miglio rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso di malagestione. Se in un primo momento i residenti avevano accolto con favore la posa delle transenne parapedonali nell’ultimo tratto di via San Tarcisio, il risultato finale ha gelato gli entusiasmi.
Barriere instabili e cartelli pericolosi in via di via San Tarcisio: la denuncia dei residenti che chiedono di bloccare la certificazione di fine lavori
A pochi giorni dal ritiro degli operai, il comitato di quartiere ha scritto al Municipio per denunciare quello che, a tutti gli effetti, appare come un quadro di forte approssimazione: parapedonali posizionati in modo pessimo e potenziali pericoli per i passanti che transitano lungo una strada che, tra l’altro, corre accanto alla chiesa e all’oratorio del quartiere e che arriva fino alla scuola elementare.
Paletti instabili e cartelli ad altezza d’uomo sul marciapiede
Le criticità sono evidenti e documentate in modo dettagliato dagli stessi abitanti. Il primo problema rilevato dai cittadini riguarda un cartello stradale installato su un supporto che si ferma ad appena un metro e mezzo da terra, costituendo un’insidia oggettiva per chi cammina su via di San Tarcisio. Non va meglio sul fronte dei parapedonali: se i primi elementi della fila sembrano ancorati correttamente, la maggior parte di quelli successivi, si legge nella lettera indirizzata al Municipio – “è stata montata alla meno peggio“. Ad oggi si contano già tre colonnine completamente rimosse e molte altre destinate a fare la stessa fine, dal momento che si sfilano dalla loro sede con estrema facilità, segno evidente del mancato utilizzo di un collante o di un cemento a presa rapida idoneo.
La diffida al Comune e lo spettro del precedente cantiere fantasma
Davanti a questa situazione, la reazione del territorio non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale è partita una formale diffida indirizzata agli uffici competenti, affinché non venga firmato il documento di fine lavori e non si proceda alla certificazione di conformità delle opere eseguite. La preoccupazione è che si possa ripetere quanto già accaduto a poca distanza, ovvero nell’area verde situata sempre in via San Tarcisio. Quel parchetto, realizzato come opera a scomputo per la costruzione di alcuni box auto privati, non è infatti mai stato restituito alla cittadinanza poiché – sostiene il Comitato di quartiere – sprovvisto dei requisiti minimi di norma, nonostante qualcuno a suo tempo avesse avallato la chiusura del cantiere.
Trasparenza sui fondi pubblici e richiesta di verifiche immediate
Il timore diffuso è che le risorse pubbliche vengano impiegate per finanziare interventi scadenti senza un reale controllo da parte degli organi di vigilanza. Per fare chiarezza, il Comitato ha annunciato la presentazione di una formale istanza di accesso agli atti, con l’obiettivo di verificare la documentazione dei progetti e capire cosa stia davvero accadendo nel quartiere.


















