Parte la stagione balneare a Ostia e scoppia il caso delle royalty richieste ai gestori delle spiagge

Sulla questione delle royalty LabUr chiede spiegazioni e prepara un esposto 

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Concessioni balneari sul litorale di Ostia e il caso delle royalty richieste ai gestori delle spiagge. LabUr solleva il problema e chiede delucidazioni e verifiche. “Mentre il dibattito pubblico si è concentrato sul cambio di gestione e sulla fine delle vecchie concessioni, resta ancora da capire se il nuovo sistema stia effettivamente producendo maggiori benefici per il patrimonio dello Stato o se stia semplicemente spostando le entrate verso altri soggetti”, spiegano dal Laboratorio indipendente di analisi urbanistica e amministrativa. Sulla questione LabUr sta preparando un esposto.

Sulla questione delle royalty LabUr chiede spiegazioni e prepara un esposto

“Il tema delle royalty balneari è avvolto dalla nebbia. A un anno dall’introduzione, mancano risposte su base imponibile, controlli e, cosa più grave, destinazione dei proventi. Senza trasparenza, non c’è piano di rilancio del litorale“. Lo afferma LabUr, che chiede risposte sollevando il caso delle royalty.

In particolare si fa riferimento all’articolo 6 delle concessioni, in cui si parla di canone demaniale marittimo e imposte. Nel comma 4 si legge che il concessionario è obbligato a versare all’Amministrazione concedente la royalty da applicare al fatturato complessivamente realizzato nella gestione del bene.

“Su cosa, per chi, a chi? Come viene determinato il fatturato su cui calcolare la royalty? Quali attività rientrano nel conteggio? Quali documenti deve presentare il concessionario per dimostrare il fatturato trimestrale? Quale ufficio comunale verifica che il fatturato dichiarato sia corretto? Qual è il percorso contabile delle somme e quale la procedura?”. Sono queste le domande a cui LabUr chiede venga data risposta.

Per questa ragione il Laboratorio di urbanistica sta ultimando un esposto, che presenterà alla Procura regionale della Corte dei Conti, “affinché venga verificata l’eventuale esistenza di profili di danno erariale connessi al nuovo sistema di gestione delle concessioni. Questo, a prescindere dall’espressione del Tar del Lazio che non ha alcuna competenza in materia di finanza pubblica. La questione che si intende sottoporre alla magistratura contabile è semplice: il nuovo modello sta realmente aumentando il valore economico restituito al patrimonio pubblico oppure sta trasferendo una quota crescente delle entrate verso soggetti diversi dal proprietario del bene?”.

Rischio liquidazione delle società

C’è  un’altra considerazione da fare: visto che la durata dei bandi è annuale e molte società risultate aggiudicatarie sono società a responsabilità limitata semplificata (senza garanzia di capitale), in assenza di un fondo cauzionale, chi garantisce che la fine della stagione balneare che coincide anche con la durata annuale della concessione, le stesse società non si mettano in liquidazione?