Tenta uno scippo a viale Marconi e finisce in manette: la vittima era un poliziotto

Lo scippo si trasforma in rapina e fuga ad alta velocità sul Lungotevere: l'agente libero dal servizio coordina l'inseguimento al telefono con i colleghi

Lo scippo si trasforma in rapina e fuga ad alta velocità sul Lungotevere: l'agente libero dal servizio coordina l'inseguimento al telefono con i colleghi

Voleva fare uno scippo veloce. Ha trovato un poliziotto. L’episodio è avvenuto nei pressi di viale Marconi, zona residenziale della Capitale. Il malvivente aveva adocchiato uno zaino sul sedile di un’auto ferma e aveva deciso che fosse il momento giusto per agire. Peccato che la vittima prescelta fosse tutt’altro che un bersaglio facile: al volante c’era un agente dell’XI Distretto San Paolo, libero dal servizio e diretto al lavoro.

Lo scippo si trasforma in rapina e fuga ad alta velocità sul Lungotevere: l’agente libero dal servizio coordina l’inseguimento al telefono con i colleghi

La sequenza ha preso avvio quando il malvivente si è avvicinato al veicolo sul quale si trovava l’agente e ha aperto lo sportello di forza, puntando dritto allo zaino. Il poliziotto non ha lasciato correre: ha difeso i propri effetti personali e i due sono venuti alle mani dentro l’abitacolo. Una colluttazione da cui l’aggressore, messo in difficoltà, è uscito a mani vuote, dandosi immediatamente alla fuga.

Fuga sul Lungotevere, inseguimento in diretta

Recuperato prontamente il proprio veicolo, l’aggressore è sparito ad alta velocità verso il Lungotevere, dando origine a un inseguimento tra le vie della città. L’agente lo ha seguito, coordinandosi con i colleghi del Distretto San Paolo, che ha tenuto costantemente aggiornati in tempo reale sulla direzione della fuga. Grazie al gioco di squadra, le pattuglie intervenute lungo il percorso sono infine riuscite a chiudere la strada al fuggitivo prima che riuscisse a dileguarsi definitivamente.

Resistenza, narcotest positivo e quattro reati

Anche bloccato, l’uomo ha continuato a dimenarsi contro gli agenti. Una volta immobilizzato, è stato sottoposto agli esami di rito: positivo al narcotest. L’arresto in flagranza è arrivato con un’accusa quadrupla — tentata rapina, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e guida sotto l’effetto di stupefacenti. La mattina seguente l’udienza di convalida: il giudice ha confermato l’arresto, ritenendo sussistenti i presupposti per mantenere il provvedimento. L’indagato resta ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Un episodio simile, risalente allo scorso 4 maggio, ha riguardato un carabiniere fuori servizio, derubato delle chiavi della propria Fiat 500 mentre cenava al ristorante a Ostia Antica. Puoi leggere l’articolo cliccando su questo link.