E’ allarme nella zona meridionale del Litorale romano, dove un vero e proprio disastro ambientale, sta soffocando l’area de “Le Salzare” ad Ardea. In oltre 700 metri di riserva, si allarga ogni giorno di più una gigantesca discarica a cielo aperto, tra cumuli di rifiuti speciali ed eternit, dove esplodono sistematicamente roghi tossici. La devastazione in queste ore, è ufficialmente finita sul tavolo della Procura di Velletri: i cittadini chiedono il sequestro preventivo urgente e la bonifica dell’area.
Ipotizzati reati gravissimi in un’area di 700 ettari: i residenti spaventati da roghi tossici, eternit e maxi ratti, chiedono sequestro preventivo e bonifica urgenti
Un territorio vastissimo, sottoposto a uso civico e vincolo paesaggistico, si è trasformato in un labirinto di discariche abusive a cielo aperto. Nel quadrante compreso tra Tor San Lorenzo, la Laurentina e l’area de “Le Salzare”, lo scenario è apocalittico: materassi, elettrodomestici, mobili distrutti, pneumatici e sacchi di immondizia bordano le strade a ridosso del centro abitato.
A rendere il quadro drammatico è il continuo ricorso ai roghi tossici, come testimoniato le immagini del video di copertina, di in cui si vedono fiamme avvolgere i rifiuti a ridosso della vegetazione, liberando i fumi che stanno avvelenando sistematicamente l’aria.
Oltre all’inquinamento, l’accumulo incontrollato di scarti ha provocato una vera emergenza igienico-sanitaria, favorendo la proliferazione stabile di una popolazione di ratti di grandi dimensioni che gravita intorno alle abitazioni.
L’antefatto: la lottizzazione abusiva e il passaggio al demanio
La crisi dell’area de “Le Salzare” ha radici profonde che si intrecciano con una complessa vicenda urbanistica e giuridica. L’intera zona, che si estende su circa 700 ettari, appartiene al demanio comunale di Ardea in virtù del decreto di trasferimento del 17 febbraio 2017 da parte dell’Agenzia del Demanio.
Nonostante i vincoli paesaggistici, il territorio è stato oggetto negli anni di una grave trasformazione urbanistica ed edilizia. Migliaia di manufatti insistono su una vera e propria lottizzazione abusiva, privi di certificati di idoneità statica o delle sanatorie previste dalla legge, edificati tramite occupazioni sine titolo e senza alcuna riscossione di indennità da parte del Comune. Questa prolungata illegalità ha creato il terreno fertile per il successivo e incontrollato degrado ambientale.
I gravi episodi: canali ostruiti e lastre di eternit nei campi
I dettagli più inquietanti dell’esposto riguardano lo sversamento sistematico di rifiuti speciali e altamente pericolosi. Lungo via delle Acque Alte, via delle Acque Basse, via Amaseno e via Arpino sono state abbandonate tonnellate di lastre di eternit.
Il pericolo non è solo l’amianto: i canali di scolo, gestiti dal Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare, sono letteralmente ostruiti da “carcasse di auto, elettrodomestici, carcasse di animali e quant’altro”.
Una prolungata giacenza illecita, che crea barriere artificiali e impedisce il regolare deflusso delle acque verso il mare, provocando continui allagamenti delle aree circostanti e determinando un gravissimo rischio di disastro idrogeologico per tutta la comunità.
La denuncia in Procura: la richiesta di sequestro d’urgenza
Davanti a una situazione definita insostenibile, è scattata la formale denuncia-querela indirizzata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri. Come si evince dal verbale di ratifica del Commissariato di Pubblica Sicurezza “Anzio/Nettuno” datato 20 maggio 2026 in cui sono ipotizzati i reati di disastro ambientale, inquinamento e invasione di terreni ed edifici.
Nell’esposto viene contestata la “disarmante inerzia” delle autorità e la totale assenza di misure di prevenzione, come recinzioni, cartelli di divieto o sistemi di videosorveglianza idonei.
L’obiettivo legale è netto: ottenere il “sequestro preventivo dell’area delle vie e delle aree limitrofe” con la nomina immediata di un custode giudiziario, costringendo il Comune di Ardea, il Consorzio di Bonifica e la Città Metropolitana di Roma Capitale ad avviare un piano di caratterizzazione e una bonifica definitiva non più rinviiabile.
Per fare piena luce sui fatti, nella sezione conclusiva dedicata alle richieste formali all’Autorità Giudiziaria, il legale F.F. ha chiesto di sentire come persone informate sui fatti il Sindaco di Ardea, Fabrizio Cremonini, il dirigente dell’Ufficio Tecnico Pietro Tomei, e la Comandante della Polizia Locale Marzia Sgrò.

















