La fuga dei cavalli alle prove del 2 giugno: accertamenti sui caschi bianchi

Il caos provocato dall'improvviso fuggi fuggi di una trentina di cavalli spaventati dai botti ha causato diversi feriti

Il caos provocato dall'improvviso fuggi fuggi di una trentina di cavalli spaventati dai botti ha causato diversi feriti

Ci sarebbe una leggerezza dietro la fuga dei cavalli durante le prove della parata del 2 giugno. L’episodio ha scatenato il caos sulla via Cristoforo Colombo, a Roma, dove una trentina di quadrupedi sono scappati al galoppo probabilmente dopo il forte spavento causato dalla detonazione di alcuni artifizi pirotecnici.

Il caos provocato dall’improvviso fuggi fuggi di una trentina di cavalli spaventati dai botti ha causato diversi feriti

Nella vicenda, spiega il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Mario De Sclavis, sarebbero coinvolte “pochissime unità, tre, al massimo quattro agenti”. Il comando di via della Consolazione sta lavorando a stretto contatto con l’Arma per fare piena luce sulla dinamica e stabilire le singole responsabilità. “Stiamo collaborando con i carabinieri per tutti gli accertamenti. Con le persone coinvolte in quanto accaduto – ha sottolineato – non parlo e non devo parlare. Proprio perché sono in corso accertamenti e li sto portando avanti in prima persona”. Lo stesso comandante ha poi affermato: “Prenderemo i giusti provvedimenti, accerteremo chi ha partecipato alla cosa. Senza fare sconti“.

Il giallo della presunta tradizione dei petardi

Riguardo alla questione secondo cui sarebbe “tradizione” far esplodere dei petardi nella serata prima della parata, lo stesso De Sclavis ha precisato che non è usanza dei vigili: “non la definirei una vera e propria tradizione ma usanza alla quale i miei non hanno mai aderito e non si sa perché questa volta hanno deciso di fare”, ha aggiunto

I feriti tra l’Esercito e la Polizia di Stato

L’improvviso fuggi fuggi degli animali ha causato il ferimento di quattro esponenti delle forze dell’ordine, travolti nel tentativo di bloccare la corsa dei quadrupedi spaventati. Il quadro clinico più serio riguarda una militare dell’Esercito, che ha riportato la frattura delle costole, e una poliziotta, rimasta ferita a causa di una brutta caduta. Altri due militari sono stati trasferiti in pronto soccorso per gli accertamenti e le cure del caso.

La solidarietà delle istituzioni dopo l’incidente

L’episodio ha registrato anche la reazione ufficiale dei vertici governativi, che hanno voluto far sentire il proprio sostegno al personale rimasto contuso a Caracalla. La Difesa e il Ministro Guido Crosetto esprimono vicinanza ai tre militari dell’Esercito e all’agente della Polizia di Stato rimasti feriti nel grave incidente che ha coinvolto alcuni cavalli durante le prove notturne della Festa della Repubblica. A loro vanno gli auguri di pronta e completa guarigione. Il Ministro, pur trovandosi in visita ufficiale all’estero, ha seguito costantemente l’evolversi della situazione, tenendosi informato sulle condizioni del personale coinvolto. I cavalli sono stati immediatamente soccorsi e affidati alle cure del personale competente. Così, in una nota pubblicata sul profilo X, il Ministero della Difesa ha commentato la vicenda, precisando anche che per gli animali spaventati si sono attivati subito i controlli veterinari di rito.

La dura presa di posizione dell’Enpa contro l’uso degli animali

Sulla vicenda è intervenuta duramente anche la presidenza dell’Ente Nazionale Protezione Animali, criticando la presenza stessa dei quadrupedi nelle manifestazioni pubbliche. “Io sono del parere che gli animali non debbano essere utilizzati” anche se il destino di un animale al servizio delle forze armate e dell’ordine “non è il più nefasto: perché sono trattati con affetto, con cura, quando invecchiano non vengono ‘buttati via’. Però è abbastanza anacronistico, è più folklore che utilità che ancora siano usati“. Ha dichiarato all’Adnkronos Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, commentando la fuga dei cavalli a Roma ieri notte e l’indiscrezione secondo cui uno degli animali sarebbe stato abbattuto, definito “una vittima dell’idiozia umana”.

La richiesta dell’associazione: stop immediato ai fuochi d’artificio

Oltre a contestare l’impiego dei cavalli nelle sfilate, l’associazione ambientalista ha espresso una condanna totale verso l’utilizzo dei botti che hanno innescato il caos. Sulla batteria di petardi che avrebbe causato la fuga degli animali, la presidente dell’Enpa è categorica: “Siamo arrivati al momento in cui i fuochi d’artificio devono essere vietati”.