Tra Anzio e Nettuno smantellato dalla Finanza un racket di truffe on line imperniato prenotazioni a pagamento effettuate on line nel settore dei B&B e delle locazioni turistiche.
Tra Anzio e Nettuno smantellato un racket di truffe on line nel settore del turismo, in manette 17 persone
Il giro d’affari illecito ed esteso a livello internazionale, era fondato su vacanze fantasma e carte di credito clonate così come accertato nell’ambito delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle e coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri.
Il Giudice per le indagini preliminari ha emesso misure cautelari personali nei confronti di 17 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere, truffa, utilizzo di carte clonate e autoriciclaggio.
Una rete articolata a livello criminale
Il provvedimento fotografa una rete criminale strutturata e dinamica. Per tre degli indagati -due italiani e un cittadino bielorusso- si sono aperte le porte del carcere; due sono finiti agli arresti domiciliari (un italiano e un polacco), mentre per altri dodici sono scattati obblighi di dimora e di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Contestualmente agli arresti, i militari hanno eseguito perquisizioni a tappeto nelle abitazioni dei coinvolti alla ricerca di ulteriori prove.
Il meccanismo fraudolento, architettato nei minimi dettagli, poggiava su due binari principali. Il primo consisteva nello svuotamento sistematico di carte di credito clonate attraverso finti pagamenti elettronici, convogliati su 43 terminali POS intestati a 29 strutture ricettive del tutto inesistenti.
Il secondo filone colpiva direttamente i cittadini: l’organizzazione incassava somme di denaro tramite bonifici e ricariche per la prenotazione di case vacanze fittizie, ampiamente pubblicizzate sui canali social e in grado di trarre in inganno numerosi utenti.
I prestanome
Una volta incamerati, i proventi illeciti venivano riciclati mediante una fitta rete di 15 prestanome e fatti transitare su 38 conti correnti diversi. Il denaro veniva infine prelevato in contanti e reinvestito nell’acquisto di automobili, gioielli e beni di lusso, spesso comprati all’estero per far perdere le proprie tracce.
Il danno economico e sociale
Le condotte criminose non hanno solo raggirato i consumatori, ma hanno generato un grave danno economico al comparto del turismo regolare, penalizzando gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole di concorrenza. L’operazione si inserisce nel costante impegno della Guardia di Finanza a tutela del mercato e dei cittadini.
E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.
















