Arrotondava lo stipendio vendendo dosi di droga ai clienti del locale, il cameriere infedele colombiano di 19 anni, che aveva trasformato un noto ristorante nel cuore di Trastevere, in un hub dello spaccio. Il giovane utilizzava il locale come copertura per una fitta attività illecita, prendendo gli ordini degli stupefacenti direttamente ai tavoli dei clienti, come se fossero le specialità offerte sul menù.
Arrotondava lo stipendio vendendo dosi di droga ai clienti del locale: cameriere infedele immortalato durante lo scambio in diretta con l’acquirente
L’intervento che ha portato allo smantellamento del canale di spaccio nel cuore dello storico rione romano, è stato attuato in queste ore, dagli investigatori del I Distretto Trevi Campo-Marzio, impegnati in un servizio mirato per il contrasto del mercato della droga nei luoghi di aggregazione.
Gli agenti, si sono addentrati a piedi tra i vicoli più frequentati della movida serale trasteverina, ed è stato così che monitorando i movimenti del personale e degli avventori di un ristorante della zona, sono riusciti a documentare in tempo reale una cessione di stupefacenti.
Il cameriere, un ragazzo 19enne di origini colombiane, approfittava del continuo via vai e della confusione generata dal servizio ai tavoli, per mimetizzare i passaggi di mano della sostanza e incassare il denaro, muovendosi con apparente disinvoltura tra le ordinazioni delle cene.
Il business del cameriere infedele
Non appena si è consumata la transazione illecita all’esterno della struttura, gli investigatori della Polizia di Stato sono usciti allo scoperto per interrompere definitivamente l’attività delittuosa. Il blitz immediato ha permesso di bloccare contemporaneamente sia il cameriere infedele del ristorante, sia il cliente che aveva appena ritirato la dose.
Quest’ultimo, trovato ancora in possesso del quantitativo di droga acquistato pochi istanti prima, è stato immediatamente identificato e successivamente denunciato a piede libero, con la segnalazione alla Prefettura La cattura del giovane pusher ha invece dato il via a verifiche approfondite all’interno dell’esercizio commerciale.
Il dessert stupefacente negli spogliatoi e la perquisizione nell’abitazione
La prima ispezione condotta sul diciannovenne ha permesso di rinvenire diverse dosi di droga pronte alla vendita, temporaneamente occultate all’interno delle tasche dei pantaloni da lavoro.
I successivi approfondimenti si sono spostati nelle aree private riservate allo staff del locale, dove, in particolare nello spogliatoio dei dipendenti, nel suo armadietto personale, nascosti tra gli effetti personali, gli agenti hanno scoperto ulteriori quantitativi di sostanza stupefacente inseriti a mo’ di dessert dentro alcuni ovetti di cioccolata.
L’indagine è proseguita poi nell’abitazione del ragazzo, individuata come la vera base logistica dello stoccaggio. All’interno dell’appartamento i poliziotti hanno rinvenuto svariati panetti di hashish e bustine di cocaina, insieme a bilancini di precisione e strumenti per il taglio.
Nella casa era custodito anche il provento delle vendite: oltre 23.000 euro in contanti in banconote di piccolo e medio taglio.

















