Una maxi operazione degli investigatori del III Distretto Fidene-Serpentara e la Squadra Mobile di Roma, ha portato al sequestro in queste ore di oltre 150 chili di droga e 18mila euro in contanti all’Infernetto. Qui in uno stabile insospettabile, due giovani, sono stati arrestati dopo aver trasformato un appartamento in un hub logistico.
Smantellato un imponente hub della droga pronto a rifornire le piazze della Capitale: il carico viaggiava in un borsone che cambiava peso e volume ad ogni accesso in uno stabile dell’Infernetto
L’indagine ha preso il via da una pista investigativa classica, basata sul controllo del territorio e sull’analisi dei flussi sospetti tra i quartieri dell’hinterland del Litorale romano.
L’attenzione dei poliziotti si è concentrata su un uomo che, pur non risiedendo ufficialmente in zona, frequentava con una regolarità sospetta uno stabile situato in via Carlo Alberto Pizzino nel quartiere Infernetto.
Il metodo adottato era quasi scientifico: il soggetto arrivava nei pressi dell’edificio con un borsone apparentemente leggero o semivuoto. Dopo pochi minuti passati all’interno, ne usciva con lo stesso borsone visibilmente più gonfio e pesante.
Questo passaggio, ripetuto più volte, ha permesso agli investigatori di ipotizzare che all’interno di quel palazzo non vi fosse una semplice abitazione, ma una vera e propria base di stoccaggio dove la merce veniva preparata per essere smistata verso altri distributori.
Il metodo della consegna e il passaggio di mano
Dopo aver cristallizzato la dinamica degli ingressi e delle uscite dallo stabile, la Polizia ha deciso di seguire l’uomo durante uno dei suoi spostamenti in auto. Il sospettato ha percorso un breve tratto di strada prima di fermarsi nei pressi di un esercizio commerciale.
Qui, il metodo operativo ha svelato la fase del “passaggio di consegne”: l’uomo è rimasto in attesa all’interno del negozio, assumendo un atteggiamento vigile fino all’arrivo di una seconda vettura. In pochi istanti, gli agenti hanno assistito allo scambio del borsone, che è passato dalle mani del primo soggetto a quelle del conducente del secondo veicolo.
È stato in questo preciso istante che i poliziotti di Fidene e della Mobile sono intervenuti, interrompendo la filiera. All’interno del borsone sono stati rinvenuti i primi 14 chilogrammi di hashish, mentre nel cruscotto dell’auto erano stati occultati circa 3mila euro in contanti.
Il laboratorio segreto e il maxi sequestro
Il vero cuore dell’attività illecita è emerso però durante le perquisizioni domiciliari estese alle abitazioni in uso ai due fermati, entrambi romani nati nel 1989 e nel 1997. All’interno di uno degli appartamenti, la Polizia ha scoperto una vera e propria centrale del narcotraffico.
Oltre 130 chilogrammi di sostanza stupefacente, suddivisa tra cocaina e hashish, erano stoccati nei locali, pronti per essere confezionati. Il locale fungeva da laboratorio professionale: gli agenti hanno infatti sequestrato materiale di ogni tipo per la pesatura, il taglio e l’imballaggio sottovuoto della droga, confermando che i due giovani non fossero semplici spacciatori di strada ma grossisti in grado di gestire volumi industriali di merce destinati al mercato romano e del litorale.
Il tesoro in contanti e la convalida degli arresti
Oltre all’ingente quantitativo di droga, l’operazione ha permesso di colpire duramente il patrimonio del sodalizio criminale. Nell’abitazione del più giovane dei due arrestati, il classe ’97, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato la somma di 15mola euro in banconote di vario taglio.
Sommati ai 3.000 euro trovati nell’auto durante il primo intervento, il totale del contante sottratto alla criminalità supera i 18.000 euro, ritenuti dagli inquirenti il provento diretto delle attività di spaccio condotte fino a quel momento.
Per entrambi i soggetti è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’Autorità Giudiziaria, presso le aule di Piazzale Clodio, ha successivamente convalidato la misura restrittiva. Le indagini proseguono ora per risalire ai canali di approvvigionamento della droga, arrivata massicciamente nel quadrante, prima di essere stanata dai poliziotti.


















