Droga a domicilio sulle banchine e scippi tra la calca: smantellato sistema di drug delivery nella metro (VIDEO)

Il sistema della consegna rapida gestito da un corriere delle banchine: in manette anche l'uomo che garantiva lo sballo alle auto in sosta

Un’operazione coordinata tra gli spazi sotterranei della metropolitana, ha portato all’arresto in queste ore di otto persone tra spacciatori e borseggiatori seriali. Gli agenti della PolMetro hanno intercettato un sistema di vendita rapida basato sul drug delivery, neutralizzando una batteria di ladri che tra lo spaccio, erano dediti al borseggio dei passeggeri lungo le banchine.

Il sistema della consegna rapida gestito da un corriere delle banchine: in manette anche l’uomo che garantiva lo sballo alle auto in sosta

L’aspetto più eclatante emerso dalle indagini riguarda la gestione dello spaccio negli snodi ferroviari, dove un corriere delle banchine aveva strutturato un metodo di vendita estremamente dinamico.

Il sistema non prevedeva la stanzialità del pusher, ma si basava su contatti fugaci modulati sulle richieste telefoniche degli acquirenti. L’uomo, insieme a una complice, attendeva l’arrivo dei clienti che giungevano a bordo di auto pronte a ripartire senza nemmeno spegnere il motore.

Questo metodo, studiato per minimizzare i tempi dello scambio e sfuggire ai pattugliamenti, permetteva di cedere involucri di cocaina e crack in pochi istanti. Al momento del blitz, gli agenti hanno sequestrato il cellulare utilizzato per la regia delle consegne, numerose dosi di stupefacente e diverse centinaia di euro, provento delle vendite lampo effettuate poco prima.

L’assedio dei borseggiatori alle fermate turistiche

Parallelamente allo spaccio degli stupefacenti, un metodo sistematico dei predatori aggrediva i viaggiatori in modo costante, sulle banchine più affollate.

I borseggiatori agivano secondo schemi precisi, alternando l’azione solitaria a quella in coppia per massimizzare l’efficacia del colpo. Presso la fermata Colosseo, il metodo criminale si è manifestato nella sua forma più aggressiva: i complici lavoravano in sinergia per isolare fisicamente il turista prescelto, creando una barriera umana che impedisse alla vittima di accorgersi del furto imminente.

Alla fermata Battistini, invece, è stato documentato il modus operandi del predatore solitario, il quale effettuava lunghe fasi di perlustrazione tra i pendolari prima di sfilare con destrezza i cellulari dalle tasche delle vittime, durante la calca della salita sui convogli.

La violenza e il blocco dei flussi passeggeri

L’intervento più critico sotto il profilo dell’ordine pubblico ha riguardato la neutralizzazione di un giovane che aveva trasformato la banchina in una zona di conflitto, impedendo fisicamente il regolare accesso ai vagoni.

In questo caso, il comportamento è degenerato quando il soggetto ha opposto una violenta resistenza agli operatori della PolMetro intervenuti per ripristinare la circolazione. La reazione scomposta del giovane ha causato lesioni agli agenti prima che questi riuscissero a immobilizzarlo.