Roma hinterland, piano per più NCC: l’algoritmo che “accende” la sfida con i taxi

Nuovo regolamento per le licenze Ncc nei comuni dell’hinterland: il calcolo basato su flussi e outlet sblocca l'offerta. Ma è subito allarme per l'impatto su Roma

Più auto Ncc per coprire il territorio della provincia, ma con il rischio concreto di un nuovo “corto circuito” nel cuore della Capitale. Entra in vigore oggi, 8 maggio, il regolamento della Città Metropolitana che rivoluziona il calcolo del fabbisogno per il Noleggio con Conducente (NCC) nei comuni del territorio.

Nuovo regolamento per le licenze Ncc nei comuni dell’hinterland: il calcolo basato su flussi e outlet sblocca l’offerta. Ma è subito allarme per l’impatto su Roma

Una mossa che promette di moltiplicare le licenze nell’hinterland, ma che riaccende immediatamente lo scontro mai sopito con il settore Taxi.

La rivoluzione dei parametri: perché le licenze aumenteranno

Il nuovo “algoritmo del fabbisogno” (NS) mette in soffitta i vecchi parametri demografici. Ora, per stabilire quante auto autorizzare, i Comuni useranno una formula matematica che premia la vicinanza a aeroporti, porti, ospedali e grandi centri dello shopping.

Roma hinterland, piano per più NCC: l’algoritmo che "accende" la sfida con i taxi 1

Basta che un Comune sia “funzionalmente interferente” con un polo attrattivo (come lo scalo di Fiumicino o un outlet) per poter gonfiare il proprio contingente di auto. Il risultato è matematico: un’ondata di nuove autorizzazioni pronte a essere messe a bando dalle amministrazioni provinciali.

Il nodo della Capitale: il rischio “invasione”

Il punto critico, che agita le sigle dei tassisti romani, è la destinazione finale di queste auto.

Sebbene le licenze vengano rilasciate dai Comuni della provincia (da Guidonia a Fiumicino, da Pomezia a Civitavecchia), la natura stessa del servizio NCC permette a queste vetture di operare su scala vasta.

Il timore, già sollevato in passato, è che l’aumento massiccio di autorizzazioni in provincia si traduca in un afflusso costante di mezzi verso il centro storico di Roma, dove la domanda di turisti e business man è più lucrosa. Un esercito di “auto nere” che, pur partendo dai comuni della cintura, finirebbe per saturare ulteriormente il traffico cittadino, entrando in rotta di collisione con le auto bianche proprio sui carichi più redditizi.

Cosa prevede il regolamento

Per giustificare l’aumento, il regolamento punta sulla mobilità sostenibile e sul potenziamento dei collegamenti extra-urbani. Tra i criteri inseriti nella formula troviamo: spostamenti per lavoro per dare alternative ai pendolari; poli sanitari e giudiziari: per garantire trasporti verso ospedali e tribunali, e turismo, l’intensità degli arrivi annuali pesa in modo decisivo sul calcolo finale.

Una tregua difficile

Se da un lato la Città Metropolitana mira a risolvere il problema dei trasporti in una provincia spesso isolata, dall’altro apre un fronte caldo sul fronte dell’ordine pubblico e della gestione del traffico urbano.

La sfida sarà monitorare se queste nuove licenze serviranno davvero a migliorare i collegamenti nei comuni di rilascio o se diventeranno, di fatto, un rinforzo fluttuante per il mercato del centro di Roma, rendendo ancora più difficile la convivenza tra le due anime del trasporto pubblico non di linea.

Qui il regolamento.