Monteverde sotto assedio: il quartiere ostaggio di scippi, furti d’auto e bande organizzate

Nell'escalation degli scippi e delle batterie criminali che spaventano i residenti, anche quel "rituale" dei resti dei furti abbandonati a terra 

Foto social free degli ultimi due episodi

Monteverde sta attraversando un periodo drammatico sul fronte della sicurezza, segnato da un’escalation di furti e scippi che sta trasformando le strade del quartiere in un deposito di refurtiva abbandonata. Tra colpi in appartamento sventati dalle forze dell’ordine e veicoli spariti nel nulla, i residenti vivono nell’insicurezza, testimoniata dai resti degli scippi lasciati quasi quotidianamente, sull’asfalto tra le auto in sosta.

Nell’escalation degli scippi e delle batterie criminali che spaventano i residenti, anche quel “rituale” dei resti dei furti abbandonati a terra

Il degrado della sicurezza a Monteverde è visibile a occhio nudo, documentato anche nelle foto diventate virali sui social. E’ stato camminando per via Ludovica Albertoni o nei pressi di via Francesco Maria Galluzzi, che in meno di una settimana, i passanti si sono imbattuti in tristi “reperti” di serate finite nel terrore.

Occhiali da vista, astucci di caramelle, fogli sparsi e persino tesserini professionali: è ciò che resta delle borse svuotate e gettate via dopo uno scippo. L’ultimo ritrovamento risale a questa mattina, intorno alle 7:20, quando tra i veicoli parcheggiati è apparso il contenuto del borsello di una donna, forse una dipendente della SIAE.

Solo pochi giorni prima, il 2 maggio, un’altra donna era stata aggredita nei pressi di Villa Pamphili. In quel caso, un passante aveva sporto denuncia contro ignoti, dopo aver trovato gli effetti personali della vittima riversi a terra, segno tangibile di una criminalità predatoria che non ha timore di agire a ridosso delle aree verdi più frequentate della Capitale.

Auto sparite e caccia ai ladri

Non è solo la microcriminalità di strada a preoccupare. Il fenomeno dei furti d’auto sta colpendo duramente la zona, lasciando i proprietari in uno stato di totale sconforto.

Il 28 aprile scorso, una Fiat Panda è stata sottratta in via di Monteverde, all’altezza del civico 33, nonostante fosse regolarmente parcheggiata sulle strisce bianche. L’appello disperato del proprietario sui social network riflette un sentimento comune di impotenza.

Questi episodi, che si susseguono con una frequenza allarmante, suggeriscono la presenza di soggetti che monitorano costantemente il territorio, pronti a colpire non appena si presenta l’occasione favorevole, alimentando un clima di costante allerta, tra chi vive e lavora nel quadrante Gianicolense.

Il blitz contro la banda dei professionisti

Proprio mentre il quartiere contava i danni degli scippi, un’operazione del Commissariato Colombo ha permesso di smantellare una vera e propria “batteria” specializzata in furti in abitazione.

In via di Monteverde, gli agenti hanno intercettato tre uomini che agivano con un coordinamento militare. Mentre uno studiava i movimenti dei residenti e l’altro faceva da palo, un terzo complice si introduceva nei condomini.

Per evitare di essere scoperti con le prove del reato, i malviventi utilizzavano trucchi astuti, come nascondere le chiavi dell’auto d’appoggio nel vano carburante del veicolo stesso. Il monitoraggio costante via telefono permetteva loro di muoversi in sincronia, riducendo al minimo i tempi d’azione all’interno degli appartamenti selezionati dopo lunghi appostamenti.

L’intervento della polizia è scattato quando i sospettati sono usciti da uno stabile con una sacca rossa che prima non avevano. Il blitz ha portato all’arresto di due persone e al recupero di un bottino ingente: gioielli e beni preziosi per un valore superiore ai 60.000 euro, già riconsegnati al legittimo proprietario.

All’interno del veicolo sono stati rinvenuti numerosi attrezzi atti allo scasso, confermando la professionalità della banda. Sebbene un terzo complice sia riuscito a fuggire, le indagini proseguono serrate per capire se il gruppo sia responsabile di altri colpi messi a segno nella zona nelle settimane precedenti. Resta però l’inquietudine di un quartiere che si scopre vulnerabile, tra “topi d’albergo” organizzati e scippatori seriali che colpiscono nell’ombra delle vie alberate.