Sorpreso a rubare in chiesa: i Carabinieri arrestano un 47enne algerino

Il malvivente ha forzato l'ufficio del Rettore ai "Santi Quirico e Giulitta": beccato con un coltello da 37 centimetri mentre tentava di rubare in chiesa

rubare in chiesa

Sorpreso a rubare in chiesa, dopo che aveva forzato la porta dell’ufficio del Rettore. Un tentativo fallito, frustrato dal pronto intervento dei Carabinieri della Stazione Roma Quirinale, per il quale un cittadino algerino è stato arrestato con l’accusa di tentato furto.

Il malvivente ha forzato l’ufficio del Rettore ai “Santi Quirico e Giulitta”: trovato in possesso di un coltello da 37 centimetri mentre tentava di rubare in chiesa

Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo, un quarantasettenne senza fissa dimora e con diversi precedenti alle spalle, si sarebbe introdotto nella storica chiesa dedicata ai Santi Quirico e Giulietta, nel cuore del rione Monti, allo scopo, con tutta probabilità, di far man bassa di oggetti preziosi e denaro. L’uomo convinto di poter mettere a segno il colpo indisturbato, è stato però sorpreso dagli uomini dell’Arma, prontamente intervenuti per bloccare il malvivente prima ancora che potesse mettere mano al bottino e darsi alla fuga.

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Il coltello sequestrato da Carabinieri

L’uomo è stato trovato in possesso di un coltello

Una volta fermato, la sorpresa dei Carabinieri è raddoppiata durante la perquisizione. L’uomo nascondeva infatti un grosso coltello lungo ben 37 centimetri, un’arma bianca risultata rubata in precedenza, oltre a una modica quantità di hashish. Per il 47enne sono scattate le manette con l’accusa di tentato furto, ma è stato anche denunciato per ricettazione e segnalato alla Prefettura per il possesso dello stupefacente. Il coltello e la droga sono stati sequestrati, mentre l’indagato resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa di convalida del fermo.

La chiesa dei Santi Quirico e Giulietta

La chiesa dei Santi Quirico e Giulietta, retta dai frati del Terz’Ordine Regolare di San Francesco e sede di un importante titolo cardinalizio, custodisce nel sottosuolo resti risalenti al VI secolo, a testimonianza di una storia millenaria che il quarantasettenne non ha esitato a violare per i suoi interessi criminali.

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