La Giunta Comunale di Fiumicino ha deciso di non lasciare che certi nomi svaniscano nel silenzio. Con una delibera, il Sindaco Mario Baccini e i suoi assessori hanno intitolato due spazi pubblici del territorio a tre persone che, in modi diversi, hanno segnato la vita di questa comunità.
La Giunta Baccini approva l’intitolazione della pista ciclabile aeroportuale a Francesco Romanelli e un largo ad Eugenia e Vittorio Tantucci
La pista ciclabile adiacente all’aeroporto Leonardo da Vinci porterà il nome di Francesco Romanelli, scomparso nel 2024, ricordato come “l’Ambasciatore dell’Aeroporto Leonardo da Vinci”. Per oltre quarant’anni nella Polizia Locale di Fiumicino, Romanelli è stato un punto fermo per la sicurezza cittadina. Dal 1999 ha guidato il Nucleo Aeroportuale, portando competenza e diplomazia all’interno di uno dei principali hub aeroportuali europei, fino a ricoprire il ruolo di Vice Comandante del Corpo. Anche dopo il pensionamento, nel 2017, ha continuato a servire la comunità come delegato del Sindaco per i rapporti istituzionali con lo scalo. “Romanelli è ricordato da tutti come un vero pilastro della città e un gentiluomo d’altri tempi, profondamente legato al nostro territorio”, ha sottolineato il Sindaco Baccini. “Già da diverse settimane abbiamo avviato il percorso per intitolare la pista ciclabile adiacente all’aeroporto, proprio per valorizzare il forte legame umano e professionale che univa lo scalo al Comandante”.
La seconda intitolazione riguarda il Largo tra via della Veneziana e via Castellammare a Fregene, che porterà i nomi di Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci. Lei professoressa Tantucci, nata a Castiglione dei Pepoli nel 1915 e scomparsa a Roma il nel 2009, ha avuto un ruolo determinante nella salvaguardia dell’Oasi di Macchia Grande, contribuendo a proteggere il polmone verde dalla speculazione edilizia degli anni ’80. Vittorio Tantucci, nato a Marsciano – insignito dopo la scomparsa avvenuta nel 1962 della medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte – amò così profondamente Fregene da chiedere di riposare nel cimitero di Maccarese.


















