Discariche di auto nei pressi dell’area archeologica di Ostia Antica: sigilli su tre fondi privati

Discariche di auto nei pressi dell’area archeologica di Ostia Antica sequestrate dalle Fiamme Gialle

Discariche di auto nei pressi dell’area archeologica di Ostia Antica su terreni privati trasformati in discariche a cielo aperto e sequestrati dai militari della Guardia di Finanza.

Discariche di auto nei pressi dell’area archeologica di Ostia Antica sequestrate dalle Fiamme Gialle

L’attività di monitoraggio dall’alto sul litorale romano ha portato alla luce un vero e proprio cimitero di auto da parte del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, su tre aree private utilizzati nell’ambito di un circuito illegale di gestione rifiuti pericolosi.

L’equipaggio di un elicottero AW139, sorvolando l’entroterra laziale, ha notato un’anomalia cromatica e strutturale in alcuni terreni privati. La tecnologia di bordo e l’attività di osservazione hanno permesso di individuare decine di veicoli accatastati, molti dei quali incidentati o fuori uso, invisibili dalle normali arterie stradali.

Quello che inizialmente sembrava un semplice deposito di rottami si è rivelato, a seguito di appostamenti e indagini sul campo teatro di un’attività seriale di inquinamento dell’ambiente circostante.

I militari della Sezione Operativa Navale di Roma, con il supporto tecnico degli esperti dell’A.R.P.A. Lazio, hanno accertato una situazione critica: motori smontati e parti meccaniche giacevano direttamente sul terreno permeabile.

Disastro ecologico

Il pericolo principale individuato riguarda le infiltrazioni di sostanze altamente tossiche come oli lubrificanti e acido solforico fuoriuscito dalle batterie. Senza alcuna protezione o pavimentazione isolante, questi agenti inquinanti rischiavano di contaminare le falde acquifere sottostanti.

L’intervento congiunto ha portato al sequestro di circa 2.700 metri quadrati di terreno. Il responsabile è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Roma per violazioni al “Testo Unico Ambientale” (D.Lgs. 152/2006), con pesanti accuse relative alla gestione non autorizzata di acque reflue e rifiuti pericolosi.

Tecnologia al servizio dell’ambiente

L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto agli illeciti ambientali da parte della Guardia di Finanza che, grazie a interventi di monitoraggio attraverso mezzi aerei, hanno permesso di portare alla luce condotte illecite in aree impervie o schermate, dove il controllo da terra non risulterebbe altrettanto inefficace.

Oltre al danno ecologico l’inchiesta si estende alle possibili ramificazioni economico-finanziarie celate dietro il traffico di rifiuti anche in termini di evasione fiscale e attività d’impresa totalmente sommerse.