Centro Antiviolenza Gemelli: come accedere, orari e servizi di S.O.S. LEI. Oltre 200 donne aiutate in tre anni

Centro antiviolenza S.O.S. LEI: dove si trova, come funziona, orari di apertura e numeri utili per chiedere aiuto al Policlinico Gemelli

Il Centro Antiviolenza Lei del Policlinico Gemelli

A tre anni dall’apertura, il Centro Antiviolenza S.O.S. LEI attivo presso il Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS traccia un bilancio significativo: 203 donne accompagnate in un percorso di uscita dalla violenza e 1.342 contatti telefonici gestiti.

Centro antiviolenza S.O.S. LEI: dove si trova, come funziona, orari di apertura e numeri utili per chiedere aiuto al Policlinico Gemelli

Numeri che raccontano non solo l’entità del fenomeno, ma anche l’importanza di un presidio stabile e facilmente accessibile all’interno di una struttura sanitaria.

Il Centro nasce nel 2023 dalla collaborazione tra Wind Tre e l’associazione Assolei APS, con l’obiettivo di offrire assistenza immediata e qualificata alle vittime di violenza, in stretto coordinamento con le Forze dell’Ordine e la rete territoriale.

Come accedere al Centro S.O.S. LEI

Il servizio è rivolto a tutte le donne vittime di violenza e maltrattamenti. L’accesso avviene attraverso un ingresso riservato situato all’esterno del Pronto Soccorso del Gemelli, garantendo massima riservatezza e tutela.

Non è necessaria una prenotazione: le donne possono presentarsi direttamente negli orari di apertura oppure contattare il Centro telefonicamente. È infatti attiva una reperibilità h24 al numero 320.346.4044, raggiungibile anche via SMS e WhatsApp.

Orari di apertura e assistenza

Attualmente il Centro è operativo su tre giornate settimanali: lunedì dalle 9.30 alle 12.30; mercoledì dalle 14.00 alle 17.00; venerdì dalle 9.00 alle 12.30.

L’ampliamento degli orari, introdotto nel 2025, è stato reso possibile grazie a una raccolta fondi interna promossa dai dipendenti di Wind Tre. L’azienda ha confermato il sostegno anche per tutto il 2026, garantendo continuità al servizio.

Nei restanti giorni della settimana, l’accoglienza è assicurata presso le altre sedi di Assolei, consentendo una copertura di fatto quotidiana anche in presenza.

I servizi offerti: supporto psicologico, legale e protezione

S.O.S. LEI offre un’assistenza integrata che comprende il supporto psicologico, la consulenza legale, l’accompagnamento nella denuncia e l’attivazione di case rifugio, se necessario.

Il Centro opera in sinergia con le istituzioni e con il Comitato RiViGe (Risposta alla Violenza di Genere), istituito all’interno del Gemelli per migliorare la gestione dei casi e formare il personale sanitario.

Chi sono le donne che chiedono aiuto

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Foto di repertorio

Il profilo delle utenti conferma la trasversalità del fenomeno: il 74% è di nazionalità italiana, il 26% straniera; il 50% ha tra i 40 e i 60 anni e il 41% tra i 18 e i 39 anni.

Le forme di violenza più frequenti sono quella psicologica (41%)seguita da quella fisica (37%), economica (8%), digitale e stalking (5%), assistita (5%) e, infine, sessuale (4%).

Spesso si tratta di violenze multiple, che richiedono interventi articolati e prolungati.

I dati nazionali: cresce l’emersione del fenomeno

Il quadro italiano conferma la necessità di strutture integrate nei Pronto Soccorso. Secondo ISTAT, nel 2024 gli accessi femminili con indicazione di violenza sono aumentati del 15,2%, raggiungendo quota 19.518.

Parallelamente, i dati del Ministero dell’Interno italiano segnalano nel 2025 97 femminicidi, in calo rispetto all’anno precedente, ma ancora in gran parte maturati in ambito familiare o affettivo.

Un modello integrato replicabile

Il Centro S.O.S. LEI rappresenta un esempio di collaborazione tra pubblico e privato: sanità, terzo settore e impresa lavorano insieme nello stesso luogo in cui spesso emergono i primi segnali di violenza, il Pronto Soccorso.

Un modello che consente interventi tempestivi, accelera i percorsi di protezione e rafforza la rete territoriale. Non solo gestione dell’emergenza, ma anche prevenzione e cambiamento culturale.

L’estensione degli orari e il consolidamento del servizio per il 2026 segnano un ulteriore passo avanti: più accessibilità significa più possibilità di intercettare richieste di aiuto nel momento decisivo. E trasformarle in percorsi concreti di sicurezza e autonomia.