Giù la maschera al night che si spacciava per circolo: fili scoperti, privé e vie di fuga nascoste da tende

Chiuso il finto circolo culturale a Grottarossa che ignorava ogni norma antincendio: accertate gravi carenze strutturali, impianti elettrici a vista e rivestimenti non ignifughi

Un’associazione culturale sulla carta, ma un night club in piena regola nei fatti. A Grottarossa, la Polizia di Stato ha messo fine a un’attività che di associativo aveva ben poco, se non lo schermo giuridico utilizzato per eludere controlli e normative. Il locale, pubblicizzato sui social network nonostante l’assenza di autorizzazioni, è stato posto sotto sequestro preventivo dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura, su disposizione della Procura della Repubblica di Roma.

Chiuso il finto circolo culturale a Grottarossa che ignorava ogni norma antincendio: accertate gravi carenze strutturali, impianti elettrici a vista e rivestimenti non ignifughi

L’indagine è partita proprio dal monitoraggio della rete. Nonostante la veste formale di circolo privato riservato ai soci, la gestione del locale non si faceva alcuno scrupolo nel promuovere serate danzanti ed eventi aperti a chiunque tramite locandine digitali e inviti pubblici su Facebook e Instagram.

Un marketing aggressivo che ha attirato l’attenzione degli inquirenti per le logiche di quest’associazione culturale che faceva una promozione massiva di eventi notturni a scopo di lucro, molto diversa da quella di un circolo che prevede un tesseramento preventivo e una condivisione di scopi culturali.

Il blitz alla fine, è scattato quando è apparso chiaro che la struttura operasse come un vero e proprio club d’intrattenimento, con una decina di ragazze immagine impiegate per attirare la clientela e animare i privé.

Il “vademecum” delle figuranti e la gestione dei privé

All’interno del locale, gli agenti hanno trovato prove inequivocabili della natura commerciale dell’attività, e  negli spogliatoi riservati alle ragazze, la Polizia ha rinvenuto un vero e proprio “vademecum”: un regolamento interno che elencava le linee guida che le giovani dovevano seguire durante la serata.

Non si trattava di suggerimenti cortesi, ma di ordini perentori che prevedevano richiami e, soprattutto, decurtazioni economiche sui corrispettivi spettanti in caso di infrazione. Un sistema di controllo rigido, tipico della gestione professionale di un night club, che strideva con lo spirito dichiarato dal circolo. Gli spazi, allestiti con divani e luci soffuse per creare aree riservate, confermavano la finalità di intrattenimento lucrativo.

Una struttura al limite: il rischio per l’incolumità

Ciò che ha attirato maggiore interesse negli uomini della Divisione Amministrativa, tuttavia, non è stata solo l’abusività amministrativa, ma le condizioni di pericolo per la sicurezza pubblica. Le verifiche tecniche hanno restituito l’immagine di una vera e propria “trappola”. Gli impianti elettrici erano fuori norma: in diversi punti del locale sono stati riscontrati fili scoperti e prese di corrente domestiche prive delle placche di protezione.

Un rischio costante, aggravato dall’assenza totale di certificazioni ignifughe per i materiali di rivestimento del soffitto e dei pavimenti. In caso di incendio, i materiali presenti avrebbero potuto sprigionare fumi tossici o accelerare la combustione in pochi secondi.

L’uscita di sicurezza nascosta e il degrado igienico

Il quadro della pericolosità è stato completato dalla gestione delle vie di fuga. L’unica porta di emergenza presente nella struttura era di fatto inutilizzabile: la sua visibilità era completamente ostruita da pesanti tendaggi che ne nascondevano la presenza agli avventori.

Un dettaglio che, in caso di panico o necessità di evacuazione rapida, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. A questo si aggiungeva un contesto di degrado igienico-sanitario, con pareti ammalorate e infiltrazioni in diverse aree del club, a testimonianza di un’ncuria per il benessere dei presenti.

La convalida del sequestro e la posizione degli indagati

Alla luce di queste evidenze, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha convalidato la richiesta di sequestro preventivo avanzata dalla Questura, poi ratificata dal Giudice per le Indagini Preliminari. Le contestazioni riguardano non solo l’esercizio abusivo di pubblico spettacolo, ma anche le violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e incolumità pubblica.

È opportuno precisare che, nell’attuale fase delle indagini preliminari, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza. Le responsabilità penali e amministrative saranno accertate solo in sede di giudizio definitivo, ma il provvedimento di chiusura immediata si è reso necessario per neutralizzare il rischio attuale e concreto che la prosecuzione dell’attività potesse mettere a repentaglio la sicurezza dei frequentatori.