Ex Mira Lanza, svolta dopo anni di degrado: approvata concessione per trasformare il sito in polo universitario (FOTO)

Il complesso industriale dell'ex Mira Lanza rinasce: l'Università Roma Tre prende in carico il gioiello dell'archeologia industriale per sanare una ferita urbana che per anni ha soffocato il quartiere Marconi

La firma sulla delibera di concessione all’Università Roma Tre segna il punto di non ritorno per uno dei siti più controversi della Capitale, passando dall’allarme ambientale alla rigenerazione sociale. Dopo anni di degrado, la Giunta Capitolina firma la concessione trentennale per trasformare il sito in un polo universitario.

Il complesso industriale dell’ex Mira Lanza rinasce: l’Università Roma Tre prende in carico il gioiello dell’archeologia industriale per sanare una ferita urbana che per anni ha soffocato il quartiere Marconi

Il destino dell’ex stabilimento Mira Lanza sembra finalmente aver imboccato la strada della concretezza. La Giunta Capitolina ha approvato la concessione d’uso trentennale a favore dell’Università Roma Tre, un atto che trasforma formalmente le macerie del complesso post-unitario in un cantiere per la costruzione di uno studentato pubblico.

Non si tratta solo di una pratica urbanistica, ma di un risarcimento morale e ambientale per il quartiere Marconi, che per anni ha convissuto con il degrado, le occupazioni e i roghi tossici che hanno messo a dura prova la salute e la pazienza dei residenti. L’attacco decisivo all’incuria passa per una visione integrata che unisce il diritto allo studio alla creazione di nuovi spazi verdi.

L’ultimo incendio nel 2025

Per comprendere l’importanza della svolta odierna, è necessario tornare ai fatti drammatici del novembre 2025. In quella notte di paura, l’ennesimo incendio era divampato all’interno della struttura, saturando l’aria di via dei Papareschi con un odore acre di fumo tossico. Quello era stato il quinto rogo in quindici anni, ma forse il più emblematico: era scoppiato nonostante l’avvio formale delle bonifiche avvenuto nel giugno precedente.

Ex Mira Lanza, svolta dopo anni di degrado: approvata concessione per trasformare il sito in polo universitario (FOTO) 1

La nuvola di diossina che aveva invaso le case del quadrante Marconi aveva scatenato una rivolta sociale, con i cittadini esausti dalle promesse e preoccupati per le continue occupazioni abusive. In quel momento, il contrasto tra i rendering di un futuro radioso e la realtà di un’aria irrespirabile sembrava insanabile, con le istituzioni accusate di aver fallito la vigilanza minima sul sito.

La bonifica ostacolata dai rifiuti e dall’incuria

Il percorso che ha portato alla delibera odierna è stato tortuoso e segnato da ostacoli logistici imponenti. Le operazioni iniziate nel giugno 2025 avevano l’obiettivo di rimuovere oltre 1.500 tonnellate di rifiuti accumulati in decenni di abbandono.

La vegetazione selvaggia aveva letteralmente inghiottito i resti dei macchinari della produzione di detersivi chiusa nel 1952, rendendo ogni sopralluogo un’impresa complessa. Solo a maggio dello scorso anno si è conclusa la prima fase di sgombero delle aree esterne, mentre proprio in questi giorni sono ripresi con vigore i lavori di messa in sicurezza dei fabbricati interni.

Una rimozione delle parti degradate che era fondamentale per consentire agli operatori di entrare in sicurezza, superando quel paradosso denunciato dai residenti durante l’incendio, quando l’accesso era precluso persino per le operazioni di controllo notturno.

Il progetto: 30 milioni per lo studentato pubblico

La concessione a Roma Tre rappresenta lo strumento giuridico per attivare un investimento massiccio, stimato in circa 30 milioni di euro. L’obiettivo è realizzare 300 posti letto destinati agli studenti universitari, una risposta diretta alla crisi abitativa che rende Roma una città proibitiva per molti fuori sede.

Il complesso non sarà però un’isola chiusa: il progetto prevede una foresteria per visiting professor e spazi culturali aperti alla città. Si tratta di una rigenerazione che punta a trasformare l’archeologia industriale in un valore aggiunto, rispettando i vincoli monumentali che gravano sulla struttura. La durata trentennale della concessione assicura all’Ateneo il tempo necessario per ammortizzare i costi della ristrutturazione che si preannuncia tra le più complesse mai tentate su un sito post-industriale romano.

Il Parco Papareschi e la città della prossimità

Un elemento chiave della delibera riguarda la valorizzazione delle aree esterne. Non nasceranno solo alloggi, ma verrà finalmente realizzato il Parco Papareschi, un’area di verde pubblico attrezzato di circa 1,5 ettari. Questo nuovo spazio sarà il filtro tra l’università e il quartiere, concepito secondo il modello della “città della prossimità”: un luogo inclusivo dove la socialità degli studenti si fonde con le necessità dei residenti di Marconi.

L’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha sottolineato come l’obiettivo sia migliorare la vivibilità dei luoghi strappandoli definitivamente all’incuria. Il parco non sarà solo un elemento estetico, ma un polmone vitale che aiuterà a mitigare la qualità ambientale di un quadrante che per troppo tempo ha respirato solo i residui della combustione di rifiuti e plastica.

Nel clima di ottimismo che accompagna l’approvazione della Giunta, resta un ultimo passaggio fondamentale: il via libera definitivo dell’Assemblea Capitolina. La vigilanza costante e il rispetto del cronoprogramma saranno i temi caldi del dibattito in aula.