La tranquillità di un’abitazione a Marino è stata squarciata da un’azione criminale di inaudita violenza, coordinata da due soggetti intenzionati a recuperare un presunto debito con ogni mezzo. Per riscuotere la somma, i due aggressori si sono presentati davanti alla porta della vittima armati di un machete, utilizzandolo inizialmente per colpire con forza l’infisso e terrorizzare gli occupanti, ma una volta ottenuta la resa del proprietario, i malviventi hanno fatto irruzione e rapinato brutalmente il padre della vittima, sottraendogli con la forza i contanti.
Prima i colpi di machete alla porta poi l’aggressione per recuperare un debito da parte di un minorenne: per il padre della vittima necessario il soccorso dell’ARES 118
Secondo le prime ricostruzioni, durante le concitate fasi dell’irruzione, l’aggressività dei due uomini è degenerata rapidamente. Mentre il complice maggiorenne brandiva il machete urlando minacce di morte per paralizzare ogni tentativo di reazione, il minorenne si è scagliato fisicamente contro il padrone di casa.
L’uomo è stato colpito con estrema violenza al volto, riportando lesioni personali aggravate che hanno richiesto cure mediche immediate.
La fuga e le indagini dei Carabinieri
L’allarme lanciato alle forze dell’ordine ha costretto i due malviventi a una fuga precipitosa prima dell’arrivo delle pattuglie. Una latitanza breve grazie all’intervento dei Carabinieri della Stazione di Monte Compatri che sono riusciti a ricostruire la dinamica della rapina incrociando diversi elementi probatori: da un lato le tracce di sangue rinvenute sulla scena del crimine, dall’altro l’analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza che coprono l’area circostante. Riscontri che hanno permesso di dare un nome e un volto ai responsabili.
Le misure cautelari e la detenzione
Su delega della Procura di Velletri e della Procura per i Minorenni di Roma, i Carabinieri della Compagnia di Frascati hanno eseguito in queste ore ordinanze di custodia cautelare. Il maggiorenne è stato trasferito presso la casa circondariale di Velletri, mentre il minore è stato condotto nell’istituto penale minorile della Capitale. Entrambi devono rispondere in concorso di reati gravissimi: rapina aggravata, tentata estorsione, lesioni personali e porto illegale di armi. L’operazione mette fine a una spirale di violenza legata al mondo dello spaccio.


















