“Restituitemi quei titoli sportivi, hanno valore solo per me”. A parlare è Gianni Di Napoli, classe 1960, romano, ex pugile di livello internazionale e volto storico della boxe a Ostia. Il suo appello riguarda un quadro con circa dieci medaglie, vinte nelle competizioni più importanti della sua carriera, sottratto dalla sua palestra di via delle Azzorre, a Ostia Ponente.
Rubato il quadro con una decina di medaglie vinte dall’ex pugile romano, all’interno della sua palestra. Ma c’è anche una buona notizia per gli appassionati di sport
Un furto che pesa ancora di più perché colpisce una struttura già devastata lo scorso giugno 2025 da un’esplosione: una bomba aveva distrutto l’interno della palestra di Gianni Di Napoli.

La Polizia di Stato aveva avviato lunghe indagini, ora chiuse contro ignoti e senza rintracciare colpevoli.
La cronologia dei furti
Il primo episodio, quello che maggiormente addolora Gianni Di Napoli, quello delle medaglie rubate é avvenuto alle 21.43 del 16 febbraio 2026, orario preciso ricavato dalle immagini registrate dall’unica telecamera rimasta attiva dentro la palestra.
Raccontando quel che é successo, Di Napoli si scioglie nel ricordare che quelle medaglie per lui contano molto di più di tanto denaro o di altre cose materiali, perché sono il frutto di passione, sacrificio e sudore di anni di sport: “Mi hanno rubato un quadro appeso in palestra contenente varie medaglie vinte da me in incontri disputati a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, quando gareggiavo nella categoria ‘Pesi piuma’ e una canottiera bianca con banda tricolore ufficiale della nazionale della Federazione Pugilistica italiana”.
Un furto commesso a palestra chiusa: una sola persona, a volto scoperto, é entrata e ha portato via il quadro con le medaglie all’interno e la canottiera.
Un gesto mirato e con la certezza che non ci fosse nessuno, dato che la palestra era chiusa al pubblico proprio dalla fine di giugno 2025. “Quelle medaglie, in particolare, raccontano la mia vita sul ring, non hanno valore economico ma affettivo inestimabile e raccontano di campionati italiani e di competizioni internazionali vinte e della mia esperienza al Mondiale Militare”, spiega Di Napoli che fa un appello accorato per riaverle indietro: “Chiunque abbia informazioni concrete, sappia qualcosa al riguardo o veda oggetti del genere in vendita, mi contatti in privato, grazie”.
Poche ore dopo, quando erano scoccate le 00.53 del 17 febbraio 2026, la stessa telecamera ha ripreso un secondo furto. Questa volta sono entrati sette ragazzi, giovanissimi e anche loro a volto scoperto, molto più giovani rispetto all’autore del furto del quadro con all’interno le medaglie, che sembrava essere un uomo adulto.
Immortalati dalle immagini riprese dalla telecamera, probabilmente senza sapere d’essere ripresi, il manipolo di ladri é andato via rubando alcuni attrezzi per allenarsi in palestra, muovendosi con rapidità all’interno della struttura.
Il terzo episodio risale alla notte del 19 febbraio 2026, sempre qualche giorno dopo, verso l’una di notte. Alcuni ragazzi – come racconta Di Napoli stesso, “Hanno tentato di introdursi di nuovo nella palestra, ma sono stati sentiti da un inquilino del palazzo che, attirato dai rumori, ha dato l’allarme in tempo: quindi almeno questa volta i ladri sono scappati via prima di riuscire a rubare qualcosa”.

La buona notizia
Nonostante tutto, c’è anche uno spiraglio positivo: come racconta Gianni Di Napoli, la Procura Antimafia ha chiuso le indagini sulla bomba fatta esplodere a giugno 2025 e circa due settimane fa la palestra é stata dissequestrata e riconsegnata alla famiglia di Napoli che ha tutta l’intenzione di riaprirla al pubblico il prima possibile. “Tra qualche mese vogliamo riaprire, con un sistema di videosorveglianza ancora più potente. Questa palestra deve tornare a essere un punto di riferimento per Ostia, per gli sportivi, per chi ama il pugilato”.
In conclusione, l’ex pugile lidense ci tiene a togliersi qualche sassolino molto pesante dalla scarpa: “Se la palestra é stata dissequestrata, vuol dire che le accuse infamanti che ci sono state mosse non si sono rivelate vere. Altrimenti questo spazio non ci sarebbe mai stato riconsegnato.”, assicura Di Napoli.

Dopo la bomba, i furti e i tentativi di furto, ora l’auspicio è uno solo: che la palestra di via delle Azzorre possa finalmente trovare pace e tornare a vivere di sport e passione.

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