Un vero incubo quello vissuto da una donna romana di 66 anni, che a novembre scorso, mentre si trovava impegnata in una visita medica, ha subito il sequestro della sua cucciola di Pitbull “shary” di appena due mesi di vita. Quello che inizialmente sembrava un furto di animali finalizzato alla rivendita si è invece trasformato, col passare dei mesi, in un cinico tentativo di estorsione.
Dopo il sequestro del Pitbull avvenuto a novembre, la vittima era stata contattata da una donna: “Paga o non rivedrai la tua cucciola”
Secondo la ricostruzione dei fatti, dopo quasi tre mesi di silenzio e disperazione, solo lo scorso 5 febbraio la vittima è stata contattata da una donna di 35 anni. Quest’ultima, entrata in possesso dell’animale in circostanze ancora al vaglio degli inquirenti, ha immediatamente palesato le sue intenzioni criminali.
Invece di segnalare il ritrovamento, l’indagata ha avanzato una richiesta esplicita: 500 euro in contanti. Questa somma era stata posta come condizione per ottenere la restituzione del cucciolo, configurando così il reato di tentata estorsione oltre a quello di ricettazione.
Le indagini e la localizzazione
Proprio il forte legame affettivo con il cane, ha spinto la donna a rivolgersi ai Carabinieri della Stazione di Roma Vitinia, che hanno avviato immediati accertamenti incrociando i dati dei contatti telefonici e i movimenti della sospettata, con l’obiettivo primario di intercettare la responsabile, e garantire l’incolumità dell’animale.
E’ staro grazie ad una serie di pedinamenti che i militari sono riusciti ad individuare con precisione l’abitazione dove Shary veniva tenuta nascosta, in attesa che la vittima cedesse al ricatto per la restituzione.
Il blitz e il ritrovamento
Nel pomeriggio di ieri, l’irruzione dei Carabinieri ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione domiciliare nell’appartamento della 35enne italiana, dove i militari hanno rinvenuto la cucciola di Pitbull
Shary, nonostante i mesi di prigionia forzata lontano dalla sua famiglia, è stata trovata in buone condizioni. La rapidità dell’intervento ha impedito che l’indagata potesse mettere in atto ulteriori minacce o ritorsioni nel caso in cui la restituzione non fosse andata a buon fine secondo i suoi piani.
Con il rinvenimento del cane, si sono interrotte le sofferenze della 66enne, che ha potuto riabbracciare la sua piccola direttamente presso la caserma dei Carabinieri, mentre la 35enne è stata denunciata a piede libero e dovrà ora rispondere di gravi indizi di colpevolezza davanti ai magistrati.
La piccola Shary è tornata a casa, ponendo fine a un sequestro che aveva trasformato un affetto familiare in un ignobile strumento di profitto, ma la vigilanza degli inquirenti resta massima per prevenire altri episodi simili nel quadrante sud della Capitale.


















