Un bagliore fortissimo sopra la Capitale: cosa è passato davvero sopra le nostre teste? È la domanda che nelle ultime ore sta rimbalzando freneticamente sui social network, dopo che centinaia di persone, tra Roma e le province limitrofe, fino ad alcune località dell’Umbria, hanno assistito a un evento celeste di rara bellezza e intensità.
Le ipotesi più disparate hanno riempito il web: l’evento celeste caratterizzato dal bagliore verde-blu, sarebbe uno dei fenomeni più suggestivi degli ultimi anni
Erano circa le 19:00 quando un oggetto non identificato, caratterizzato da una vasta circonferenza e da una gamma cromatica virante tra il blu elettrico e il verde smeraldo, ha attraversato il cielo.
Il fenomeno, apparso molto più lento di una comune stella cadente, ha lasciato dietro di sé una scia di stupore e un acceso dibattito tra chi ha invocato subito la scienza e chi, invece, teme scenari degni di un film di spionaggio internazionale.
Le testimonianze dalla provincia di Roma alle località tra Umbria e Toscana
Le segnalazioni sono iniziate in modo frammentario per poi trasformarsi in un vero e proprio coro collettivo. Una delle prime nel quartiere Torrino-Mezzocammino a Roma sud, su viale Galleppini, dove una mamma ha descritto il fenomeno come un corpo dalla grandezza sproporzionata rispetto ai canoni astronomici abituali, sottolineando la lentezza quasi solenne della caduta.
Quasi contemporaneamente, automobilisti in transito sull’Aurelia e sulla Cristoforo Colombo hanno confermato il passaggio di quella che molti hanno definito una “palla di fuoco” verde. Le testimonianze non si sono fermate ai confini della Capitale: da Ostia Antica fino all’entroterra umbro, in particolare a Città della Pieve al confine con la Toscana, l’evento è stato avvistato con estrema chiarezza, confermando che un oggetto ha attraversato una porzione significativa dell’atmosfera sopra il Centro Italia.
Tra scienza e suggestione il saluto al cosmo
Mentre il web si divideva tra chi ipotizzava l’inquietante presenza di un drone militare straniero e chi ricordava eventi simili accaduti decenni fa, gli esperti e gli appassionati di astronomia hanno cercato di riportare la calma.
La spiegazione più accreditata sarebbe quella che riguarda il cosiddetto “bolide”, ovvero un meteoroide che, entrando in contatto con l’atmosfera terrestre a velocità altissima, brucia per attrito.
E i colori vividi avvistati, quel verde e blu che hanno incantato i testimoni, non sono frutto di artifici umani ma della composizione chimica del frammento: l’interazione tra i gas atmosferici e i metalli del meteorite crea una ionizzazione che dipinge il cielo.
In una nota romantica che ha fatto il giro dei gruppi social, un utente ha voluto vedere in questo fenomeno un ideale “saluto del cosmo” al professor Zichichi, collegando l’evento astronomico alla memoria del grande scienziato scomparso il 9 febbraio scorso.
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La differenza tecnica tra meteora e meteorite
Per comprendere appieno la portata di quanto accaduto, è necessario distinguere tra i diversi fenomeni luminosi. Quella che comunemente chiamiamo stella cadente è in realtà una meteora, una scia prodotta da detriti di comete o asteroidi che si vaporizzano tra i 70 e i 100 chilometri di altezza.
Quando il fenomeno è però così imponente, luminoso e persistente come quello osservato a Roma sud e all’Infernetto, si parla propriamente di bolide. Solo se il frammento riesce a sopravvivere alla compressione dell’aria e all’incredibile calore generato dall’impatto con l’atmosfera, riuscendo a toccare il suolo, assume il nome di meteorite. Al momento non risultano segnalazioni di impatti a terra, il che suggerisce che il corpo celeste si sia completamente disintegrato in alta quota.
Un evento raro fuori dagli sciami stagionali
L’aspetto che ha maggiormente colpito i cittadini e i ricercatori è la tempistica dell’evento. Solitamente, la caduta di meteore è associata a periodi precisi dell’anno, come il celebre sciame delle Perseidi in agosto. Vedere un bolide di tali proporzioni in un periodo non sospetto aggiunge un velo di mistero e fascino alla vicenda.
La veridicità del fatto è ormai fuori discussione, data la convergenza di resoconti da punti geografici così distanti tra loro, ma resta l’emozione di una serata in cui il cielo ha deciso di mostrare la sua forza primordiale.
Che si tratti di un frammento di asteroide o di un residuo cometario, la scia verde di Roma resterà a lungo nei racconti di chi, per un istante, ha smesso di guardare il traffico per osservare l’infinito.




















