Mani lunghe a Fontana di Trevi: bloccata carriera dell’uomo che approfittava dei turisti più famosi al mondo

Il 40enne tradito proprio dalla calca fruttuosa di turisti di Fontana di Trevi, è finito a Rebibbia dopo aver opposto resistenza 

Il lancio della monetina è un rito che richiede un istante di distrazione, il tempo perfetto per chi ha fatto dell’abilità manuale il proprio mestiere illecito. Nel cuore pulsante del turismo romano, proprio davanti alla maestosità di Fontana di Trevi, gli agenti del I Gruppo Centro Storico della Polizia Locale hanno messo fine all’attività di un quarantenne specializzato nel ripulire le tasche dei visitatori stranieri.

Il 40enne tradito proprio dalla calca fruttuosa di turisti di Fontana di Trevi, è finito a Rebibbia dopo aver opposto resistenza

L’uomo, che da tempo si aggirava tra i vicoli più affollati della Capitale, utilizzava una serie di escamotage consolidati per avvicinare le vittime senza destare sospetti, muovendosi con la sicurezza di chi conosce bene le dinamiche della calca urbana.

L’ultimo colpo e il blitz dei caschi bianchi

L’arresto è scattato durante un servizio di monitoraggio mirato, attivato proprio in seguito alle numerose segnalazioni giunte al comando di via della Greca riguardo a sospetti furti con destrezza.

Gli agenti in borghese hanno seguito i movimenti del sospettato finché non lo hanno sorpreso in flagranza di reato: con un movimento fulmineo, l’uomo era riuscito a sfilare un telefono cellulare dalla tasca del cappotto di una turista lettone di 59 anni. Prima che potesse dileguarsi tra la folla, i caschi bianchi sono intervenuti, interrompendo bruscamente il tentativo di fuga.

Resistenza e minacce agli agenti

Nonostante fosse stato colto con le mani nel sacco, il borseggiatore non ha accettato passivamente il fermo. Una volta scoperto, il quarantanovenne ha reagito con estrema aggressività, tentando di divincolarsi e rivolgendo pesanti minacce ai pubblici ufficiali nel disperato tentativo di evitare le manette.

La resistenza violenta non ha però impedito agli agenti di immobilizzarlo e condurlo presso gli uffici competenti per le procedure di identificazione. La refurtiva è stata immediatamente recuperata e restituita alla vittima, la quale, dopo lo spavento iniziale, ha sporto formale denuncia permettendo il proseguimento dell’iter giudiziario.

Il trasferimento a Rebibbia

Il profilo emerso dai controlli è quello di un recidivo con numerosi precedenti specifici per reati contro il patrimonio. Portato davanti al giudice per il rito direttissimo, l’uomo ha dovuto rispondere non solo di furto aggravato, ma anche di minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Data la pericolosità sociale e la natura dei suoi trascorsi penali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il trasferimento immediato presso la casa circondariale di Rebibbia.