OpenAI ha deciso di monetizzare anche su chi utilizza la versione beta di ChatGPT o ha l’abbonamento più economico come ChatGPT Go, quello da otto dollari al mese. In che modo? Con la pubblicità naturalmente. Vediamo quindi come funzionerà l’intelligenza artificiale.
Come funziona
Secondo quanto si apprende, ChatGPT mostrerà link sponsorizzati agli utenti in fondo alle risposte del chatbot. I pochi eletti che potranno sfuggire a questo supplizio sono gli utenti a pagamento, vale a dire quelli che pagano l’abbonamento di 20 dollari al mese. Rimangono esclusi quindi gli abbonati Plus, Business, Pro, Enterprise ed Education. Colpiti e affondati invece quelli che hanno il piano Free o il piano Go, da otto dollari al mese.
Le rassicurazioni
OpenAI rassicura che le pubblicità non influenzeranno le risposte fornite da ChatGPT e promette la personalizzazione pubblicitaria basata sulle chat passate. Tuttavia, assicura gli utenti: gli inserzionisti non avranno accesso ai dati sensibili o ai contenuti delle conversazioni.
La scappatoia
Esiste però una scappatoia: gli utenti del piano Free hanno la possibilità di disattivare gli annunci proprio in cambio di un numero inferiore di messaggi gratuiti quotidiani. Fregati, invece, quelli del piano Go che, pur pagando otto dollari al mese, non hanno accesso a questa opzione.
L’intelligenza artificiale gratis
Chi proprio non volesse vedere queste pubblicità, non vuole pagare, ma non vuole neanche rinunciare all’accesso illimitato all’intelligenza artificiale può comunque rivolgersi ai vari competitors di ChatGpt che sono ancora gratis come Claude, Gemini, oppure Copilot di Microsoft.
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