Scooter rubati a Roma e poi rivenduti a pezzi. Scoperto in un capannone di Monte Compatri un hub specializzato nel riciclaggio di mezzi a due ruote, da potenti moto a scooter da città .
Dodici scooter rubati a Roma ritrovati smontati in un capannone dei Castelli Romani: due uomini denunciati dai carabinieri
È il sistema scoperto dai Carabinieri della Stazione di Colonna che, grazie al segnale GPS di uno scooter sottratto a un cittadino romano, hanno individuato e smantellato una vera e propria centrale del riciclaggio a Monte Compatri, sequestrando 12 motoveicoli rubati.

I ladri avevano messo in piedi un vero e proprio hub per lo smistamento dei mezzi rubati: un capannone all’interno di un’area commerciale in via Acqua Felice, di proprietà di un cittadino romeno, trasformato in deposito clandestino di scooter sottratti in diverse zone della Capitale, tra cui Prenestina, San Giovanni, Monteverde e Trevi.
L’operazione dei carabinieri è scattata grazie alla segnalazione di un cittadino romano, che dopo il furto del proprio Yamaha T-Max il 18 gennaio scorso, ha seguito il suo mezzo tramite il localizzatore GPS, fornendo così indicazioni preziose per rintracciare il capannone.
A smontare gli scooter due ghanesi
All’interno, i militari hanno sorpreso due cittadini ghanesi di 41 e 48 anni, entrambi operai con precedenti penali, intenti a gestire l’attività senza alcuna autorizzazione professionale.
Oltre al T-Max segnalato, i carabinieri hanno sequestrato altri 12 scooter – tra cui Honda SH, Yamaha Tracer e X-Max – tutti rubati e in alcuni casi già smembrati, pronti per essere venduti come pezzi di ricambio o riciclati.
I due uomini sono stati denunciati a piede libero per ricettazione ed esercizio abusivo di professione, mentre l’intera area e tutti i veicoli sono stati posti sotto sequestro e affidati a un deposito giudiziario convenzionato, in attesa della restituzione ai legittimi proprietari, già contattati dai militari che hanno operato.


















