Si chiama PACO, acronimo che sta per Punto Oncologico di Accesso e Continuità di Cura ed è un nuovo servizio della ASL Roma 3 attivo a partire da oggi, mercoledì 4 febbraio, all’interno dell’Ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia.
Presso l’ospedale Grassi è stato attivato PACO un’unità globale di presa in carico che punta sull’umanizzazione del percorso di assistenza e cura
Si tratta di nuova unità di presa in carico globale. Lo scopo è abbattere le barriere burocratiche e garantire che nessun paziente malato di tumore si senta più solo tra diagnosi, terapia e follow-up.
La lotta contro il cancro non si combatte, infatti, solo nelle sale operatorie o nei reparti di chemioterapia, ma anche attraverso l’organizzazione, l’orientamento e l’umanizzazione dei percorsi.
È con questo spirito che la ASL Roma 3 ha presentato ufficialmente PACO, il nuovo servizio dedicato alla presa in carico globale e continuativa dei pazienti con diagnosi oncologica, sospetta o accertata.
L’iniziativa è stata illustrata questa mattina presso la sede centrale di Casal Bernocchi, alla presenza dei vertici aziendali e regionali. Si tratta di un progetto che promette di cambiare il volto dell’assistenza sul territorio, accompagnando l’utente in ogni fase: dalla prima diagnosi alla terapia, fino al follow-up o, laddove necessario, alle cure palliative.
Un ponte tra ospedale e territorio
Il cuore pulsante di PACO è l’integrazione. Il servizio nasce per superare la frammentazione dei percorsi sanitari, connettendo l’ospedale con i servizi sociosanitari del territorio.
In un unico “regime di cura” collaborano medici di medicina generale, oncologi, chirurghi, psicologi e infermieri, supportati dal fondamentale contributo delle associazioni di volontariato.
“Con l’attivazione di questo servizio rafforziamo l’opera di presa in carico dei pazienti, offrendo un punto di riferimento anche per le famiglie“, ha dichiarato Laura Figorilli, direttore generale della ASL Roma 3. “Viene facilitato l’orientamento all’interno del servizio ospedaliero, ribadendo la centralità della persona rispetto alle procedure burocratiche“.
Oltre agli aspetti tecnici il servizio punta a tutto tondo anche alla comprensione della componente umana, “PACO nasce con l’obiettivo principale di umanizzare il percorso di cura, semplificando i passaggi burocratici e garantendo sostegno psicologico, sociale, riabilitativo. Un servizio che consente soprattutto che il paziente non si trovi e senta mai solo nel suo percorso sanitario”, ha spiegato la dott.ssa Maria Rita Noviello, responsabile degli screening oncologici della stessa Asl.
Alla presentazione hanno partecipato anche Marco Bertucci presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio, il direttore Sanitario della ASL Roma 3 Antonio Bray e le associazioni del terzo settore Albero delle molte vite, Andos, l’Associazione dei Carabinieri e l’Associazione Donatori amici Ospedale Grassi di Ostia.
L’obiettivo clinico è l’uniformità delle cure, riducendo le disuguaglianze territoriali e garantendo percorsi coerenti con le linee guida internazionali e l’appropriatezza clinica.
Come accedere al servizio
Per semplificare la vita ai cittadini, la ASL ha previsto diverse modalità di accesso al servizio:
- Accesso diretto: il cittadino può rivolgersi direttamente alla struttura.
- Prenotazione tramite CUP: con impegnativa del medico curante per “Prima visita oncologica”, specificando la dicitura PACO nelle note.
- Segnalazione ospedaliera: i reparti che individuano un sospetto diagnostico possono inserire il paziente direttamente nel percorso.
L’unità sarà operativa dal lunedì al venerdì (ore 9.00-11.00) e nei pomeriggi di lunedì e giovedì (ore 11.00-17.00).
Per contatti e Informazioni la ASL Roma 3 ha attivato i seguenti canali dedicati:
- Email: paco@aslroma3.it
- Telefono: 3336107035 — 3336106891


















