Non più solo piazze polverose e sentinelle agli angoli delle strade. A Roma la droga ha cambiato pelle, diventando un rete fluida di spaccio, rapida e apparentemente invisibile. Viaggia nei barattoli accanto al cambio delle auto, si nasconde nella biancheria intima e corre su due ruote, ordinata via social network come una cena a domicilio. È il volto della “Narcodelivery” capitolina, un sistema mimetico che negli ultimi giorni è andato in frantumi sotto i colpi della Polizia di Stato: 15 arresti, 3,5 chili di veleno sequestrati e una mappatura criminale che attraversa la città da Nord a Sud.
Dai parcheggi ai magazzini domestici, scoperta la rete fluida di spaccio di droga che viaggiava sui social e sulle due ruote: 15 arresti nel cuore della “Narcodelivery”
È il volto della “Narcodelivery” capitolina, un sistema mimetico che negli ultimi giorni è andato in frantumi nel blitz della Polizia di Stato: 15 arresti, 3,5 chili di stupefacenti sequestrati e una mappatura criminale che attraversa la città da Nord a Sud.
Il trucco dell’autolavaggio e il coraggio dei cittadini
Il colpo più scenografico è arrivato a Labaro. Qui, i “Falchi” della Squadra Mobile hanno osservato per ore un viavai sospetto presso un autolavaggio a gettoni in via Falcade. Due donne pensavano di aver trovato il nascondiglio perfetto per uno scambio “pulito”, ma gli agenti le hanno bloccate proprio mentre il passaggio di denaro e dosi diventava realtà.
Pochi metri più in là, in un barattolo nascosto nel tunnel centrale di un’auto, sono stati recuperati 17 involucri di cocaina. Ma la vera arma segreta degli investigatori è stata l’applicazione YouPol: una segnalazione anonima ha guidato le Volanti a Portuense, trasformando un appartamento in una trappola per un 51enne romano, che aveva trasformato la propria casa in un magazzino della droga.

Rider della cocaina e trasferte familiari
Nella lotta contro lo spaccio itinerante, tra il Distretto Trevi-Campo Marzio e Ponte Milvio, cinque rider della droga sono finiti in manette. Il meccanismo era oliato: l’ordine partiva sui social e la consegna avveniva in punti d’incontro anonimi, cercando di confondersi nel traffico cittadino.
In zona Corso Francia poi, la creatività criminale ha toccato l’apice del grottesco, con una coppia che ha tentato di giustificare i propri spostamenti simulando una visita a una parente. Una volta entrati in casa, però, la messinscena è crollata: la droga era sul tavolo della cucina e altra cocaina era occultata nel reggiseno della donna, pronta per essere smerciata.
Scacco al narcotraffico di quartiere
Questi arresti non sono episodi isolati, ma il risultato di una strategia di “sicurezza partecipata”. L’antefatto di questa operazione risiede infatti in alcune segnalazioni digitali cruciali, a cui sono seguite le operazioni di pedinamento, con il risultato di un bilancio pesante per le organizzazioni criminali locali. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.


















