Con l’inizio del nuovo anno tornano anche i pagamenti dell’Assegno Unico. A gennaio 2026 sono previste le prime erogazioni Inps, accompagnate dagli aumenti legati alla rivalutazione Istat e dall’obbligo di aggiornare l’Isee per continuare a ricevere l’importo corretto. Vediamo nel dettaglio quando arrivano i pagamenti di gennaio, come cambiano le cifre e quali sono le scadenze da rispettare.
Assegno Unico gennaio 2026: quando arriva il pagamento
Secondo il calendario ufficiale Inps, il pagamento dell’Assegno Unico di gennaio 2026 avverrà in due momenti distinti:
- tra il 21 e il 22 gennaio 2026 per le famiglie che già percepiscono la prestazione e non hanno subito variazioni rispetto al mese di dicembre;
- negli ultimi giorni di gennaio per i nuclei che hanno avuto modifiche nell’importo (conguagli a credito o a debito) o che ricevono l’assegno per la prima volta.
In caso di conguaglio, l’Inps invia una comunicazione tramite email o sms per informare il beneficiario della variazione.

Come controllare l’accredito dell’Assegno Unico Inps
Per verificare data di pagamento, importo e stato delle rate è necessario accedere ai servizi Inps. Il percorso da seguire è:
- accesso al portale Inps o all’app MyINPS con SPID, CIE o CNS;
- ingresso nel Fascicolo previdenziale del cittadino;
- sezione Prestazioni;
- voce Pagamenti, dove è possibile consultare il dettaglio dell’Assegno Unico.
Da qui si possono controllare anche eventuali variazioni rispetto ai mesi precedenti.
Aumenti Assegno Unico 2026: cosa cambia sugli importi
Dal 1° gennaio 2026 gli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati in base all’indice Istat dei prezzi al consumo. Il decreto del Ministero dell’Economia ha fissato per quest’anno una rivalutazione pari a +1,4%, applicata sia alle soglie Isee sia agli importi mensili.
Gli aumenti sono contenuti, ma riguardano tutte le fasce. In base ai valori del 2025, gli importi mensili per ciascun figlio diventano:
- Isee fino a 17.520,19 euro: da 201 euro a circa 204,4 euro;
- Isee tra 21.725,06 e 21.841,84 euro: da 179,7 euro a circa 182,8 euro;
- Isee tra 26.163,51 e 26.280,30 euro: da 157,9 euro a circa 160,6 euro;
- Isee oltre 46.720,53 euro: da 57,5 euro a circa 58,5 euro.
Aumenti sulle maggiorazioni
La rivalutazione interessa anche le maggiorazioni previste in situazioni specifiche:
- figli con disabilità grave: da 109,1 a circa 111 euro;
- figli non autosufficienti: da 120,6 a circa 122,7 euro;
- madri con meno di 21 anni: da 23 a circa 23,4 euro;
- figli successivi al secondo (Isee fino a 17.520 euro): da 97,7 a circa 99,4 euro;
- nella fascia Isee più alta, l’aumento passa da 17,2 a circa 17,5 euro per figlio successivo al secondo.
Isee 2026: entro quando rinnovarlo per non perdere l’importo
Il rinnovo dell’Isee è fondamentale per continuare a ricevere l’Assegno Unico con l’importo corretto nel 2026. La scadenza chiave è il 28 febbraio 2026.
- Se la Dsu non viene presentata entro il 28 febbraio, da marzo l’assegno verrà pagato con l’importo minimo, pari a 58,5 euro;
- se l’Isee viene aggiornato entro il 30 giugno 2026, l’Inps riconoscerà anche gli arretrati da marzo;
- oltre questa data, l’importo verrà adeguato ma senza arretrati.
Come ottenere l’Isee 2026
Il modo più rapido è utilizzare la Dsu precompilata sul sito Inps, che consente di recuperare automaticamente molti dati reddituali e patrimoniali. In alternativa, è possibile rivolgersi a un Caf o a un patronato.
Una volta inviata la Dsu, l’Inps verifica i dati con l’Agenzia delle Entrate e comunica l’esito nel fascicolo personale. Se non ci sono errori, l’attestazione Isee viene rilasciata in tempi brevi; in caso contrario, sarà necessario correggere e reinviare la dichiarazione.




















