Orrore all’Aurelio, cane sbranato da cinghiale: denuncia shock tra resti di sangue e l’ombra dei bracconieri (FOTO)

Dalla segnalazione ignorata alla scena cruenta, la testimonianza di chi dopo i gemiti di un cinghiale e le macchie di sangue teme per l'area frequentata da ragazzi 

L’accoglienza mattutina per chi ha varcato l’ingresso di Villa Veschi, su via Scaduto, è stata un’enorme macchia di sangue per strada, sull’erba e un racconto da brividi. Mentre il quartiere Aurelio si risvegliava, la testimonianza di una cittadina ha squarciato il velo su una situazione di degrado e pericolo che sembra essere sfuggita a ogni controllo istituzionale. Non si tratta solo di avvistamenti di fauna selvatica, ma della sequenza di eventi cruenti che spaziano da animali sbranati a sospetti abbattimenti clandestini legati alla presenza di un enorme cinghiale, avvenuti a pochi metri da un asilo nido, in un’area verde priva di recinzioni adeguate e lasciata alla mercé dell’incuria.

Dalla segnalazione ignorata alla scena cruenta, la testimonianza di chi dopo i gemiti di un cinghiale e le macchie di sangue teme per l’area frequentata da ragazzi

La tragedia era stata ampiamente annunciata. Già nella mattinata di ieri, la presenza di un cinghiale di enormi dimensioni nei pressi dell’asilo adiacente alla villa aveva spinto i residenti a sollecitare un intervento delle Forze dell’ordine.

La richiesta era stata chiara: mettere in sicurezza l’area prima che la situazione degenerasse. Tuttavia, la risposta ottenuta è stata quella di un rimpallo burocratico sulle competente, e nonostante le rassicurazioni che “qualcun altro” sarebbe intervenuto, la villa è rimasta accessibile e l’esemplare libero di circolare, creando le premesse per la notte di violenza che ne è seguita.

I fatti della denuncia: tra cani sbranati e urla nella notte

Il racconto si divide in due momenti di estrema crudeltà. Da un lato, il riferimento di una passante che ha segnalato come un cane sarebbe stato sbranato dal cinghiale proprio all’interno del parco.

Dall’altro, i rilievi effettuati sul campo questa mattina insieme a esperti del recupero della fauna selvatica. Nel prato sono state rinvenute diverse chiazze di sangue miste a peli di cinghiale. Un dettaglio agghiacciante arricchisce il quadro: durante la notte sono state udite urla strazianti, gemiti acuti simili a quelle di un bambino, suono tipico dei cinghiali feriti a morte e che hanno fatto sospettare che qualcuno possa essere entrato nel parco per abbattere l’animale in modo illegale e sommario.

La sicurezza dei cittadini: Un parco senza cancelli

Oltre alla sorte degli animali, la preoccupazione principale della denuncia riguarda l’incolumità pubblica. Villa Veschi è descritta come un’area “aperta tutta la notte”, priva di un cancello funzionante e con una rete perimetrale ridotta a un colabrodo che il Comune non provvede a sigillare.

In un parco frequentato quotidianamente da bambini, ragazzini e proprietari di cani, la presenza di animali feriti e aggressivi, unita all’eventualità di persone armate che agiscono nell’ombra per risolvere il problema “privatamente”, configura un rischio altissimo per la popolazione civile.

Le risposte delle autorità: L’ironia amara della pulizia

Dopo i fatti, le nuove chiamate allo 060606 e alla Protezione Civile hanno prodotto solo ulteriori segnalazioni all’Ambientale e alla Municipale. Quest’ultima, stando a quanto riferito, avrebbe risposto che avrebbe mandato l’Ama a pulire le tracce di sangue, “una soluzione che risolve al momento solo l’aspetto dell’apparenza a fronte di un problema di ordine pubblico e sicurezza urbana” – sottolinea la denuncia social dei fatti cruenti. Intanto l’esortazione è stata rivolta a chiunque abbia notizie: contattare il numero della polizia di zona 06 676 97 050, affinché non continui l’emergenza che ha già lasciato tracce di sangue sul terreno.