Dalla gelosia ossessiva all’aggressione col coltello: donna salvata in extremis a Roma est

Il dramma in un appartamento di Tor Bella Monaca dove l'uomo, già denunciato in passato, è stato bloccato proprio mentre brandiva una lama contro la vittima

Il silenzio della notte in un appartamento a Roma est, è stato squarciato dalle grida disperate di una donna di 28 anni. Non era la prima volta che quelle mura diventavano testimoni di tensioni latenti, ma questa volta la situazione stava precipitando oltre ogni limite. La chiamata al 112, effettuata con il respiro mozzato dalla paura, ha dato il via a un intervento che ha evitato il peggio per un soffio con l’uomo che aveva afferrato un coltello da cucina pronto a scagliarsi contro la convivente.

Il dramma in un appartamento di Tor Bella Monaca dove l’uomo, già denunciato in passato, è stato bloccato proprio mentre brandiva una lama contro la vittima

L’uomo violento di 37 anni e di origini algerine, era ossessionato dalla gelosia nei confronti della compagna, che non si era placata nemmeno davanti all’autorità, trasformando l’abitazione in un teatro di minacce a mano armata.

Il coltello estratto davanti alle divise

Secondo la ricostruzione dell’episodio particolarmente inquietante, in un momento di delirio provocato dall’ennesima infondata crisi di gelosia incontrollabile, la donna aveva chiesto aiuto alle autorità, convinta che da lì a poco, le minacce dell’uomo si sarebbero trasformate in fatti.

E così è stato, come una cronaca annunciata, quando l’uomo nonostante l’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine, ha afferrato un grosso coltello dalla cucina dell’abitazione, accecato da una rabbia tale da fargli ignorare la presenza dei militari della locale Stazione.

Sotto i loro occhi poi, si è avventato contro la compagna nel tentativo di portare a compimento le sue minacce con un fendente. Solo la prontezza di riflessi e il sangue freddo dei Carabinieri hanno impedito che la lama colpisse il bersaglio. L’uomo è stato bloccato, disarmato e immobilizzato dopo una concitata colluttazione, mettendo fine a una sequenza che avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesimo caso di femminicidio.

Un calvario fatto di denunce inascoltate

Sono state le testimonianze raccolte dopo il fermo poi, a far emergere un quadro desolante di violenze reiterate. La vittima, connazionale dell’aggressore, ha rivelato con amarezza di essersi già rivolta alle forze dell’ordine in passato per episodi simili.

La gelosia dell’uomo non era un sentimento passeggero, ma una vera e propria patologia del controllo che si manifestava con maltrattamenti fisici e psicologici. La convivenza era diventata una prigione scandita da sospetti infondati e scatti d’ira, un ciclo di abusi che la giovane aveva tentato di spezzare senza però riuscire a fermare l’escalation del partner.

Il provvedimento giudiziario

Dopo l’arresto in flagranza per maltrattamenti contro familiari, il 37enne è stato condotto davanti ai giudici del Tribunale di Roma. Il magistrato, nel convalidare l’arresto, ha riconosciuto la pericolosità sociale del soggetto e l’alto rischio di recidiva, disponendo l’immediato divieto di avvicinamento alla vittima. Un provvedimento necessario per garantire l’incolumità della 28enne, che ora dovrà intraprendere un difficile percorso di recupero psicologico per lasciarsi alle spalle il terrore di quella notte in via Scozza.