Stanza numero 20: il Centro Paraplegici di Ostia dedica a un volontario la sala per le attività sociali

Stanza numero 20, il Centro Paraplegici di Ostia rafforza il suo ruolo di eccellenza nell’ambito del servizio sanitario regionale della Asl Roma 3

Il Centro Paraplegici di Ostia ha dedicato a uno dei volontari dell’Arvas (Associazione Regionale Volontari Assistenza Sanitaria) la Stanza numero 20, riservandola alle attività sociali dei disabili ricoverati. La struttura è da sempre impegnata nel recupero di chi ha subito lesioni spinali, a iniziare dalle vittime di tuffi in acque basse sul litorale romano.

Stanza numero 20, il Centro Paraplegici di Ostia rafforza il suo ruolo di eccellenza nell’ambito del servizio sanitario regionale della Asl Roma 3

Si è svolta questa mattina, sabato 10 gennaio, la cerimonia di intitolazione della Stanza numero 20 del Centro Paraplegici di Ostia a Luigi Braccalenti, volontario dell’Arvas, l’Associazione Regionale Volontari Assistenza Sanitaria.

La sala è stata dedicata alla memoria di Luigi Braccalenti nel corso di una manifestazione che ha, tra l’altro, consentito di sottolineare il ruolo ricoperto dal volontariato in ambito sanitario. E in primo luogo della capacità di creare una forte sinergia tra ospedale e territorio.

All’evento hanno preso parte familiari e colleghi che hanno lavorato a stretto contatto di gomito con Luigi Braccalenti.  Era presente anche il dottor Claudio Santini, Direttore Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’ospedale Grassi in rappresentanza della ASL Roma 3 e il Direttivo della Nuova A.M.O., l’Associazione Mielolesi Ostia.

Per tredici anni Luigi ha prestato la sua opera garantendo una presenza costante, gentilezza e disponibilità con una grande attenzione ai bisogni dei pazienti. Grazie a lui e al suo senso del volontariato, tanti ragazzi ricoverati hanno imparato a usare con maggiore confidenza computer, cellulari e app”, ha commentato Silvio Roscioli, Presidente Arvas.

“Anche quando la malattia di cui soffriva è peggiorata egli ha continuato sempre a prestare servizio, senza far venire meno la sua opera di prossimità e collaborazione. Gli amici volontari e il personale del presidio sanitario lidense della ASL Roma 3 lo ricordano con affetto e come persona unica e davvero speciale”.

Abbiamo accolto l’invito dell’Arvas per rendere omaggio ad una persona la cui opera ha rappresentato i più nobili sentimenti di altruismo e disponibilità verso gli altri, un punto di riferimento umano che ha saputo caratterizzare la sua azione con grande competenza e senso di responsabilità”, ha sottolineato Laura Figorilli, Direttore Generale ASL Roma 3.

L’instancabile contributo offerto da Braccalenti “ha rafforzato anche il segnale della capacità di accoglienza e assistenza dell’intero sistema sanitario. Una storia che rappresenta anche il simbolo dei valori di solidarietà e servizio verso gli altri e per la tutela della dignità di chi soffre, sottolineando infine anche quanto possa essere produttivo il legame tra istituzioni e territorio”, ha concluso Figorilli.