Escalation di ferocia a Tivoli: arrestati due pusher che usavano la violenza sessuale per riscuotere debiti di droga

Nella spirale degli abusi e delle intimidazioni, era finito un uomo di 33 anni, sequestrato, picchiato e violentato per un debito di droga

Doveva essere un chiarimento, l’ennesimo tentativo di rimettere in ordine una situazione diventata ormai ingestibile. Un incontro fissato con il pretesto di parlare, di trovare una soluzione a un debito maturato nell’ambito dello spaccio di droga. In realtà, per un uomo di 33 anni residente a Tivoli, quell’appuntamento si è trasformato in un incubo fatto di violenza sessuale, sopraffazione e paura, destinato a ripetersi più volte.

Nella spirale degli abusi e delle intimidazioni, era finito un uomo di 33 anni, sequestrato, picchiato e violentato per un debito di droga

Alla base della vicenda, un debito legato all’acquisto di droga, non saldato nei tempi richiesti. Una somma che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ha innescato una condotta estorsiva sempre più aggressiva. Le richieste di denaro si sono fatte insistenti, accompagnate da minacce gravi e pressioni continue, fino a degenerare in vere e proprie aggressioni fisiche. Una spirale che ha progressivamente privato la vittima di ogni possibilità di sottrarsi.

Aggressioni pianificate e luoghi isolati

Le indagini hanno consentito di ricostruire almeno tre distinti episodi di violenza. In ciascuna occasione, la vittima veniva attirata con l’inganno, convinta a incontrare i suoi aguzzini con la promessa di un confronto chiarificatore. Una volta giunta sul posto, veniva condotta in aree isolate, lontane da sguardi indiscreti, dove aveva inizio l’aggressione. Le violenze erano frutto di un accordo preventivo, eseguite con modalità simili e con una crescente brutalità.

Percosse, coercizione e violenza sessuale

Durante questi episodi, l’uomo è stato sottoposto a ripetute percosse e ad atti coercitivi di estrema gravità. Non solo lesioni fisiche, ma anche una violenza sessuale aggravata, consumata mediante l’uso di un bastone, che rappresenta uno degli aspetti più drammatici e inquietanti dell’intera vicenda. Un atto che segna un punto di non ritorno, dimostrando la totale assenza di limiti nella volontà di sopraffazione degli aggressori.

Rapina e intimidazioni per il silenzio

Al termine delle aggressioni, la violenza non si arrestava. La vittima veniva ulteriormente intimidita, minacciata affinché non denunciasse quanto accaduto. Contestualmente, gli venivano sottratti effetti personali, tra cui la tessera dell’assegno di inclusione e il relativo codice PIN, utilizzati come forma di parziale soddisfazione del credito illecito vantato. Un gesto che unisce estorsione e rapina, aggravando ulteriormente il quadro accusatorio.

L’attività investigativa dei Carabinieri

A seguito dei gravi fatti, la Compagnia Carabinieri di Tivoli ha avviato una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Tivoli e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma. Le indagini, partite nel novembre scorso, hanno permesso di delineare con precisione i ruoli dei due presunti responsabili, un 18enne e un 22enne, entrambi coinvolti nell’attività di spaccio al dettaglio nei pressi della propria abitazione, uno dei quali minorenne all’epoca dei fatti.

I provvedimenti dell’autorità giudiziaria

Alla luce del quadro indiziario raccolto, nella mattinata odierna sono scattati i provvedimenti restrittivi: il 18enne è stato associato all’Istituto Penale per Minorenni di Roma “Casal del Marmo”, mentre il 22enne è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia. Entrambi sono indagati, a vario titolo, per spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, lesioni personali aggravate, violenza sessuale aggravata e minaccia, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.