“Buen Camino” di Checco Zalone: box office da record, perché il film piace (ma non troppo)

Un trionfo al box office e una comicità che sfida il politicamente corretto: "Buen Camino" di Zalone conquista, ma le critiche non mancano

Il nuovo film di Checco Zalone, “Buen Camino”, ha fatto il botto al box office, segnando un record storico con 13.766.122 euro incassati in soli due giorni di programmazione, Natale e Santo Stefano. Perché il boom? Perché Zalone agli italiani piace. Più difficile rispondere alla domanda se è piaciuto anche il film. A più di qualcuno la comicità è sembrata un pochino più sottotono (vedi il confronto con Quo Vado).

Un trionfo al box office e una comicità che sfida il politicamente corretto: “Buen Camino” di Zalone conquista, ma le critiche non mancano

Ma partiamo dalla trama. La storia è quella di un padre ricchissimo che, per recuperare la figlia che lui crede perduta nel cammino di Santiago, lo intraprende in prima persona con lei (prima in Ferrari e poi a piedi). E il fulcro è proprio quello. Zalone riccone sembra un po’ troppo innaturale e caricaturale anche se sempre brillante.

Fatto sta che prima Zalone con la sua autoironia prendeva in giro la massa, la gran parte degli italiani. I suoi personaggi da italiano medio rappresentavano tipologie umane diffuse: il ragazzo del sud con ambizioni di cantante che vive fuori dai cambiamenti sociali, il manager da quattro soldi con velleità di piccola scalata sociale, il viziato dal posto fisso con l’obiettivo perenne dello stipendio sicuro. “Ora prende in giro le élite, i pochissimi” come scrive Wired. E l’operazione non gli riesce a perfezione. Eppure è quanto basta comunque per risollevare gli incassi dei cinema.

Perché Checco – nonostante tutto – non ha paura di ironizzare su temi che altri preferirebbero evitare, e lo fa con il suo stile inconfondibile. Un esempio? Durante il film, Zalone dileggia i ricconi dicendo: “Che bello mostrare la ricchezza a chi non ce l’ha, fa sognare”, oppure tira una frecciatina al compagno dell’ex moglie: E’ l’unico palestinese che occupa un territorio: Gaza, gaza mia, intendendo la sua ex casa (500 metri quadri). Frasi che fanno riflettere con leggerezza.

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La comicità come cultura popolare

Il successo di “Buen Camino” racconta anche la voglia di leggerezza che esiste in Italia. Un paese che, seppur immerso in sfide sociali e politiche, sa ancora apprezzare la comicità genuina, quella che riesce a ridere senza condizionamenti ideologici. E in questo Zalone è un abile regista: riesce a parlare a tutti, dai più giovani agli adulti, dall’intellettuale al semplice spettatore, portando al cinema anche famiglie che, forse, non avrebbero mai pensato di andare a vedere un film del genere.

“Buen Camino” resta un esempio di come la cultura popolare può essere anche progresso, un passo verso una maggiore libertà di espressione. Non è conservatorismo, ma una visione del futuro che dà spazio al pensiero libero, senza dover passare attraverso l’obbligo di essere sempre politically correct. Come dice Zalone, con la sua consueta leggerezza: “La risata è la miglior forma di liberazione. E se a qualcuno non piace, pazienza”.

Buen Camino in numeri

Critiche a parte quello che conta sono i numeri: Checco Zalone con Buen Camino sta riscrivendo i record al botteghino. Dopo il clamoroso debutto del 25 dicembre, con un incasso di 5,6 milioni di euro, il film ha continuato la sua marcia trionfale anche il giorno di Santo Stefano, facendo segnare un incredibile 7,9 milioni di euro in soli 24 ore.

In appena due giorni, il totale degli incassi ha raggiunto 13.766.122 euro, con una media di 10.715 euro per copia e una quota di mercato che sfiora il 71%. In pratica, più di sette spettatori su dieci hanno scelto il film di Zalone, che è stato distribuito in oltre 1200 copie in tutta Italia, lasciando pochissimo spazio agli altri titoli. Il fenomeno ha portato le sale a riempirsi in ogni angolo del paese, con una domanda di biglietti così alta da mandare in tilt diversi siti di prenotazione.

Un record storico per il box office di Santo Stefano

Il successo di Buen Camino non si è fermato ai numeri: il film ha già superato “Avatar – Fuoco e cenere” di James Cameron, che si fermava a 12,2 milioni di euro, confermando l’eccezionalità dell’incasso. La giornata del 26 dicembre, con 11.182.822 euro raccolti complessivamente, è stata una delle migliori di sempre per il cinema italiano durante il giorno di Santo Stefano, conquistando il terzo posto storico dopo i record del 2009 e 2010.