Scompare a cento anni nella sua tenuta di Torrimpietra Maria Sole Agnelli, penultima in vita tra i fratelli dell’Avvocato, morto nel 2003 all’età di 82 anni.
Scompare a cento anni nella sua tenuta di Torrimpietra Maria Sole Agnelli, un secolo tra sport, politica, impegno sociale e famiglia
Maria Sole, nata a Villar Perosa in provincia di Torino il 9 agosto del 2025, figlia di Edoardo Agnelli (1892-1935) e Virginia Bourbon del Monte (1899-1945) è deceduta oggi, venerdì 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, nella sua villa situata a due passi dal mare nel comune di Fiumicino.
La nobildonna ha attraversato un secolo di storia intrecciando politica, sport, cultura e vita familiare.
In una stirpe che ha rappresentato per quasi tutto il Novecento il volto industriale e mondano dell’Italia, Maria Sole Agnelli ha sempre occupato un posto speciale.
Cresciuta tra il rigore di Torino e la libertà delle colline piemontesi, Maria Sole non è stata solo “una delle sorelle” di Gianni e Umberto (1934-2004).
Al contrario, in una dinastia popolata da figure leggendarie come i fratelli e le sorelle Clara (1920-2016), Susanna (1922-2009), Giorgio (1929-1965) e Cristiana, nata nel 1927 e ora ultima rimasta a testimoniare i fasti egli insuccessi di quella generazione, Maria Sole ha saputo tracciare un solco profondo e personalissimo, fatto di discrezione, eleganza innata e una straordinaria capacità di tradurre il privilegio in servizio pubblico.
Una sindaca ‘senza comizi’
Mentre i fratelli guidavano le sorti della Fiat e dell’economia nazionale, Maria Sole scriveva una pagina di storia politica locale del tutto originale. Negli Anni Sessanta il suo ingresso nella vita pubblica avvenne in modo quasi rivoluzionario per l’epoca: fu eletta sindaca di Campello sul Clitunno, un borgo incantato nella provincia di Perugia.
La scelta maturò in un momento di profondo dolore, dopo la scomparsa del primo marito, il conte Ranieri Campello della Spina, con il quale aveva avuto i primi quattro figli: Virginia (1954), Argenta (1955), Cintia (1956) e Bernardino (1958).
Senza mai tenere un comizio, senza le urla delle campagne elettorali tradizionali, ottenne un consenso quasi plebiscitario: 850 voti su 1.200. Per dieci anni, dal 1960 al 1970, la Contessa si rivelò un’amministratrice pragmatica.
Sotto la sua guida, le strade furono sistemate, le scuole ammodernate e le storiche Fonti del Clitunno divennero un simbolo di turismo culturale d’avanguardia. Fu la dimostrazione che lo stile Agnelli poteva declinarsi anche nella cura meticolosa della “cosa pubblica”.
Il mito della scuderia e l’argento olimpico
Accanto all’impegno civile, Maria Sole ha coltivato per decenni una passione viscerale per il mondo equestre. Nella tenuta di Castel Lombardo, la sua scuderia divenne una delle più prestigiose del secondo dopoguerra. Non era solo un hobby aristocratico, ma una vera eccellenza tecnica che portò l’Italia ai vertici mondiali della disciplina.
Il punto più alto fu toccato nel 1972, durante le Olimpiadi di Monaco, quando il purosangue Woodland conquistò una storica medaglia d’argento nei giochi equestri.
Il nome di Maria Sole Agnelli rimarrà, inoltre, per sempre legato anche al Centro Equestre federale dei Pratoni del Vivaro, di cui è stata presidente onorario, contribuendo a fare di Rocca di Papa, abbarbicata sui Castelli Romani, un punto di riferimento internazionale per l’equitazione.
La famiglia e l’eredità
La vita privata di Maria Sole è stata un intreccio di grandi amori e responsabilità. Dopo il secondo matrimonio nel 1960 con il conte Pio Teodorani-Fabbri (1924-2022), da cui nacque nel 1965 il quinto figlio Edoardo, ha continuato a essere il collante silenzioso di una famiglia complessa.
Anche negli anni della maturità, il suo impegno non è venuto meno. Fino al 2018 è stata alla guida della Fondazione Agnelli, orientando l’istituzione verso progetti ambiziosi nel campo dell’istruzione e della ricerca scientifica.
Oggi, la storia di Maria Sole Agnelli ci riconsegna l’immagine di una donna che, pur vivendo nel cuore della tradizione monarchica italiana, ha scelto di brillare di luce propria, preferendo ai riflettori della cronaca rosa la concretezza della terra, il galoppo dei cavalli e la dignità del lavoro ben fatto.
Le esequie dovrebbero tenersi in località Palidoro non lontano dall’abitato di Torrimpietra.
La maxi rapina dello scorso anno
I rapinatori avevano preparato il furto con dovizia di particolari sulla casa e sulle persone presenti erano mascherati e, dopo essere entrati in casa avevano immobilizzato, innanzitutto, il vigilante e poi la governante conviventi della stessa Agnelli.
Non ci fu bisogno di legarli perché i due vennero tenuti sotto costante minaccia da uno dei componenti della banda, formata da quattro persone forse provenienti dai Paesi dell’Est a giudicare dal loro accento.
La 99enne, proprietaria di casa, si trovava nella sua camera a dormire e non si era accorta di nulla fino alla mattina dopo.
Neutralizzato il personale di servizio i delinquenti si erano diretti immediatamente verso la cassaforte che ritennero più facile portare con sé, piuttosto che rischiare di dover allungare la loro presenza nell’edificio per scassinarla.
Nel forziere erano custoditi orologi di lusso, gioielli e altri oggetti preziosi per un danno di diverse centinaia di migliaia di euro.
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