Un maxi risarcimento di oltre 627.000 euro è stato riconosciuto ai familiari di un uomo di 78 anni, deceduto dopo un intervento chirurgico programmato al Policlinico Casilino di Roma. La sentenza, emessa dalla sezione XIII civile del Tribunale di Roma e pubblicata qualche giorno fa è il risultato di una lunga battaglia legale intrapresa dalla moglie e dai due figli della vittima.
Risarcimento da oltre 627mila euro ai familiari di un paziente morto dopo intervento al Policlinico Casilino: la sentenza del Tribunale di Roma
Il caso ha avuto inizio il 23 maggio 2019, quando l’uomo, un romano originario di Pescorocchiano (in provincia di Rieti), viene ricoverato al Policlinico Casilino per sottoporsi a un intervento chirurgico programmato: l’impianto di un defibrillatore CRT (Cardiac Resynchronization Therapy), un dispositivo salvavita progettato per trattare disfunzioni cardiache, migliorare la funzione di pompaggio del cuore e prevenire aritmie letali.
L’operazione e la morte
L’operazione, effettuata il 24 maggio 2019, sembrava essere routine, ma il decorso post-operatorio prese una piega drammatica. Dopo essere stato trasferito in reparto, il 78enne inizia a manifestare forti dolori al fianco destro e segni di ipotensione. Gli esami medici rivelano la presenza di un versamento di sangue intorno al cuore, e nonostante il tentativo di somministrare una terapia d’urgenza per rimuovere il liquido, le condizioni del paziente peggiorano rapidamente.
Il paziente viene quindi trasferito in altri due ospedali nella speranza di migliorare la sua situazione, ma il quadro clinico continua a deteriorarsi. Purtroppo, alle 18 dello stesso giorno, il cuore del 78enne cessa di battere, provocando la sua morte per shock cardiaco irreversibile.
La consulenza tecnica
A seguito del decesso, i familiari decidono di adire le vie legali contro il Policlinico Casilino, chiedendo giustizia per quanto accaduto. Nel corso del procedimento, il giudice incaricato, Lucia Bruni, ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio per verificare l’esistenza di un nesso di causalità tra l’intervento chirurgico e la morte del paziente. Gli esperti hanno confermato che l’intervento era la causa diretta del tragico esito.
Il risarcimento riconosciuto ai familiari del defunto, che ammonta a oltre 627.000 euro, rappresenta un importante passo verso la giustizia per la famiglia del 78enne. Gli avvocati Domenico Martinelli e Berardino Terra, che hanno assistito la famiglia nel corso della causa, si sono avvalsi della consulenza tecnica di Giorgio Marcelli e Gerardo Anzalone, fondamentali nel dimostrare la responsabilità medica nella morte del paziente.


















