Novità storica a Roma, il biglietto per Fontana di Trevi: quanto costerà, chi dovrà pagarlo e quando potrebbe partire

Un biglietto per regolare i flussi di visitatori e preservare la fontana più amata della Capitale, dopo oltre 5 milioni di accessi solo nei primi sei mesi del 2025

Immagine non collegata ai fatti

La Fontana di Trevi, il simbolo barocco più visitato della Capitale, potrebbe subire a breve una nuova trasformazione senza precedenti, dopo l’opera di restauro e la passerella per vederla ancora più da vicino. Per ammirarla il Comune di Roma sta lavorando attivamente per imporre un biglietto di ingresso minimo. Una decisione che segnerebbe veramente una novità storica, ma perché si è arrivati a questa scelta? E quali implicazioni avrà per il turismo romano?

Un biglietto per regolare i flussi di visitatori e preservare la fontana più amata della Capitale, dopo oltre 5 milioni di accessi solo nei primi sei mesi del 2025

Il passaggio al biglietto a pagamento non ha ancora una data precisa, nonostante le indiscrezioni che ne davano l’avvio già dopo le festività natalizie. Una cosa però è certa, la novità destinata a sorprendere e dividere, sta maturando dopo mesi di studi e sperimentazioni, e non riguarderebbe soltanto il portafoglio dei visitatori, ma punterebbe a una gestione più equilibrata e sostenibile di uno dei patrimoni artistici più visitati al mondo.

L’attacco al sovraffollamento: perché una rivoluzione era necessaria

Ogni anno la Fontana di Trevi attira milioni di persone, un fenomeno turistico confermato anche dai numeri dei primi mesi del 2025 in cui sono stati registrati oltre 5 milioni di accessi. Un numero impressionante che ha reso evidente la necessità di misure straordinarie per proteggere l’opera tardo-barocca di Nicola Salvi e garantire nel contempo un’esperienza dignitosa ai visitatori.

Il flusso continuo di turisti, se non gestito, potrebbe infatti rischiare di deteriorare seriamente l’area circostante, compromettendo sia la sicurezza dei passanti sia la conservazione della fontana stessa.

L’esempio del Pantheon e il percorso verso il ticket

Il nuovo sistema a cui sta pensando il Comune di Roma, trae ispirazione dall’esperienza del Pantheon, che lo scorso luglio ha introdotto un biglietto d’ingresso di 5 euro per i turisti, gratuito invece per i giovani tra i 18 e i 25 anni.

Una sperimentazione che ha dimostrato come un piccolo contributo economico sia già efficace per regolare i flussi di visitatori e generare risorse preziose senza scoraggiare l’afflusso turistico.

Per questo, il Comune di Roma, insieme a Zètema e alla Sovrintendenza, ha deciso di proseguire nel lavoro e in questa logica che porterà anche se in modo non imminente, al biglietto di ingresso anche alla fontana di Piazza Trevi

Come funzionerà il nuovo accesso

L’organizzazione dell’area secondo le prime ipotesi, potrebbe essere di fare passare i visitatori corsie che sostituiranno le transenne tradizionali. Un flusso che dovrà giocoforza essere gestito da steward riconoscibili che dovranno anche occuparsi di fare effettuare il pagamento che per rapidità e sicurezza povrebbe avvenire esclusivamente in modo digitale, con la possibilità di usare carta di credito o sistemi contactless.

Un tesoretto per la città

L’introduzione del ticket non avrebbe così solo una valenza organizzativa, ma rappresenterebbe anche un’opportunità economica: risorse che potranno essere reinvestite nella manutenzione della fontana, nella valorizzazione dei servizi turistici, nella riqualificazione delle aree limitrofe e nella tutela del patrimonio artistico.

Chi dovrà pagare il biglietto di ingresso e chi no

Se la novità dovesse effettivamente entrare in vigore, il ticket previsto sarà di 2 euro, ma riguarderà esclusivamente i turisti stranieri e non i residenti romani, che continueranno ad accedere gratuitamente alla Fontana di Trevi.