Trova diecimila euro in aeroporto e non se li tiene, anzi avverte subito la Polizia. Sorprendente episodio di onestà all’aeroporto di Fiumicino dove Oumar Ndiaye, un addetto alle pulizie di 45 anni, trovata una borsa con 10.000 euro in contante, ha deciso di consegnarla immediatamente alla polizia aeroportuale, senza pensarci due volte.
Oumar non ci ha pensato due volte ad avvertire la Polizia, sui social proclamato campione di onestà
Il ritrovamente qualche gioro fa, intorno alle sette. Oumar, originario del Senegal e residente a Fiumicino da vent’anni, si trovava a svolgere il suo turno in una delle zone più affollate dello scalo.
Durante il suo lavoro, ha notato una borsa abbandonata vicino a una porta, e con stupore ha scoperto che al suo interno c’erano soldi, tanti. Invece di approfittare della situazione, ha coperto la borsa con un telo e si è subito diretto verso gli agenti di polizia.
“Non avevo mai visto così tanti soldi in vita mia“, ha dichiarato Oumar, che ha subito avvertito anche sua moglie, che lavora nell’aeroporto, e lei lo ha incoraggiato a fare la cosa giusta, senza indugi.
Oumar Ndiaye, da un anno dipendente a tempo indeterminato per l’azienda barese La Lucente S.p.A., è un uomo che conosce bene l’ambiente dell’aeroporto. Ogni giorno attraversa corridoi, gate e aree di transito, spesso trovando oggetti dimenticati dai passeggeri. Tuttavia, imbattersi in una somma così ingente è stata un’occasione rara, come sottolinea lui stesso: “Non capita tutti i giorni di trovare una cifra del genere”.
Quella mattina, la borsa conteneva tagli da 100 euro per un totale di 10.000 euro. Nonostante la tentazione, Oumar non ha esitato nemmeno per un istante: ha agito con prontezza e ha consegnato l’intera somma alle autorità. Il suo gesto non è passato inosservato, suscitando l’ammirazione dei colleghi e del personale dell’aeroporto. Anche La Lucente S.p.A., l’azienda per cui lavora, ha voluto riconoscere pubblicamente il suo comportamento esemplare.
“Un bel gesto? E’ stato spontaneo”
“Mi hanno detto che ho fatto un bel gesto — racconta Oumar —. Ma io ho risposto che è ciò che mi hanno insegnato e che era la cosa giusta da fare. Sono felice di fare il mio lavoro, che mi permette di mantenere la mia famiglia“.
Oumar, che è arrivato in Italia oltre venti anni fa e vive a Fiumicino con la moglie e due figli, è un uomo che ha costruito la vita sul lavoro. Ora è felice che un semplice gesto sia stato interpretato come esempio di onestà.


















