Un’intervista che si trasforma in aggressione, un’inchiesta che torna a toccare nervi scoperti, un pugno che racconta più di mille parole. Protagonista di tuto questo, è stato il giornalista e conduttore Massimo Giletti che, mentre cercava risposte sul caso Orlandi, è stato colpito in pieno volto da un ex uomo dei servizi segreti in via del Corso a Roma.
Pugno in faccia a Massimo Giletti durante un’intervista su alcuni sviluppi del caso Emanuela Orlandi: il giornalista è stato colpito da un ex agente dei servizi
L’episodio inquietante è solo l’ultimo di una serie di nuove vicende emerse intorno al complesso caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, con tante, troppe zone d’ombra che ancora avvolgono gli apparati che avrebbero dovuto fare chiarezza quarant’anni fa sul destino della giovane, divenuto il dramma della sua famiglia.
Il video dell’aggressione è stato riportato su Instagram dallo stesso Giletti, che nella serata di oggi, 8 dicembre a a Lo Stato delle Cose, mostrerò la versione integrale dell’intervista evoluta in modo imprevedibile in una reazione violenta.
L’aggressione in pieno giorno
Secondo quanto ricostruito, Giletti stava tentando di rivolgere alcune domande all’ex agente dei servizi segreti, figura chiave nello scenario dell’epoca, quando improvvisamente l’uomo ha reagito con violenza, colpendolo con un pugno. L’episodio si è consumato giovedì scorso in via del Corso, tra passanti increduli.
“Sono i rischi del mestiere”, ha commentato poi Giletti a LaPresse, sottolineando di aver scelto di non reagire fisicamente per evitare di aggravare la situazione. “Il giornalista che va a cercare certe verità deve sapere che può accadere. Non mi sembra il caso di procedere con una denuncia”.
Il conduttore ha confermato però che nel video “c’è molto di più” e che le immagini mostrano dinamiche che, secondo lui, meritano attenzione. Il gesto dell’ex agente non è solo un fatto di cronaca: è il segno di un clima ancora pesante attorno alla vicenda Orlandi.
Il nodo irrisolto del caso Orlandi e il ruolo dei servizi: la domanda che nessuno ha mai spiegato
Alla base dell’intervista c’era una domanda che Giletti ritiene cruciale e che tenta di riportare al centro dell’inchiesta: perché i servizi segreti dell’epoca avvisarono Mario Meneguzzi, lo zio di Emanuela Orlandi, che era pedinato? Un dettaglio inquietante emerso da un documento riservato degli stessi servizi, ottenuto dal giornalista.
Secondo le informazioni raccolte, Meneguzzi sarebbe stato seguito sia dai servizi segreti sia dalla Polizia nel 1983, l’anno del sequestro della giovane cittadina vaticana. L’uomo incaricato del pedinamento era Giulio Gangi, figura orbitante nell’area dell’intelligence.
“Perché lo avvisarono?” chiede Giletti, sottolineando come questo rimanga uno dei più grandi interrogativi mai chiariti. “Perché non si è indagato? E perché, a distanza di quarant’anni, chi dovrebbe rispondere e cioè il capo di Ganci, preferisce reagire con un pugno?”. Giletti ha già annunciato che nonostante l’aggressione proseguirà a indagare. Video di copertina dal profilo Instagram del giornalista Massimo Giletti.



















