Croci, bare e slogan contro il biodigestore, si riaccende la protesta a Casal Selce (VIDEO)

Oggi nuova protesta a Casal Selce contro il biodigestore: i residenti denunciano l’avvio dei lavori da parte del Comune di Roma, nonostante l’attesa della sentenza del Consiglio di Stato

Croci, bare e slogan per bloccare la costruzione del biodigestore. Una nuova protesta è scoppiata a Casal Selce, borgata romana nei pressi della storica discarica di Malagrotta, dove il Comune di Roma a agosto ha avviato i lavori per la costruzione di un impianto di biodigestione. “Vergognatevi, non sono bastati i 250 morti di Malagrotta”, l’attacco dei manifestanti.

Oggi nuova protesta a Casal Selce contro il biodigestore: i residenti denunciano l’avvio dei lavori da parte del Comune di Roma, nonostante l’attesa della sentenza del Consiglio di Stato

Nonostante l’attesa di una sentenza del Consiglio di Stato (prevista per l’11 dicembre), che dovrà decidere se il sito è idoneo o meno, i lavori, infatti, qui, proseguono.

Nella mattinata di oggi, 6 dicembre, così, un centinaio di persone hanno organizzato una protesta rivendicando le loro ragioni contro il Campidoglio.

Il biodigestore è progettato per trattare rifiuti organici, come scarti alimentari, fanghi di depurazione e deiezioni animali, attraverso un processo anaerobico che produce biogas, una forma di energia rinnovabile, e digestato, un residuo liquido utilizzato come fertilizzante. La struttura, che sarà dotata di quattro silos per l’immagazzinamento del biogas, sorgerà su un terreno agricolo espropriato, già oggetto di lavori di sbancamento.

Le rivendicazioni del Comitato

Il comitato Difendiamo Casal Selce, denuncia quella che definisce una “vera e propria azione di blitz” da parte del sindaco Roberto Gualtieri, che ha permesso l’inizio dei lavori già ad agosto, nonostante l’appello pendente presso il Consiglio di Stato. I residenti, pur non opponendosi al biodigestore in sé, non accettano la scelta della localizzazione dell’impianto, distante appena 90 metri dalle abitazioni. In un’area – “scrigno di diversità” – dove vivono 126 specie di uccelli, ripetono.

I residenti esprimono preoccupazione anche per la sicurezza. “Il biodigestore potrebbe risultare estremamente pericoloso, soprattutto a causa dei serbatoi di biogas che potrebbero esplodere,” denuncia una delle abitanti più vicina alla zona dell’impianto.

Il timore è che un incidente simile a quello verificatosi nel 2023 al TMB di Malagrotta, dove un incendio ha causato danni ingenti, possa ripetersi, con conseguenze devastanti.

I numeri

L’amministrazione comunale, tramite l’Ama, sostiene che il nuovo impianto rappresenta la giusta soluzione per il trattamento dei rifiuti organici della capitale e dell’hinterland.

Con una capacità di trattare 100.000 tonnellate di rifiuti all’anno, il biodigestore ridurrebbe il numero di trasporti necessari verso altre discariche, e produrrebbe 20 milioni di metri cubi di biogas e 36.000 tonnellate di fertilizzante.

Tuttavia, non mancano le voci contrarie che mettono in dubbio la compatibilità dell’impianto con l’ambiente circostante.

A denunciarli anche uno degli avvocati nominati dal Comitato, l’avvocato Domenico Razza: “Il digestato, se non trattato correttamente, potrebbe contaminare le acque sotterranee”.