In corso dalle prime ore di questa mattina, venerdi 5 dicembre 2025, il maxi blitz dei carabinieri del Comando Provinciale di Roma contro presunti affiliati e figure collegate al clan Senese. L’operazione antimafia si sviluppa su delega dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia e riguarda un’ordinanza emessa dal gip – Giudice per le indagini preliminari di Roma, che dispone la custodia cautelare in carcere per 14 persone, accusate di reati connessi a dinamiche mafiose e violente.
Maxi-bltiz dell’Antimafia ai danni del clan mafioso dei Senese, l’intervento dei carabinieri a Roma porta alla custodia cautelare di 14 persone
Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, tentato sequestro di persona e, in alcune contestazioni, del fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa dei Senese.
Oltre al fratello di Michele Senese detto “O’ Pazz”, altri nomi di spicco sono finiti agli arresti nella vasta operazione antimafia scattata alle prime luci di oggi venerdì 5 dicembre.
Il provvedimento nasce da un’articolata attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Roma dei carabinieri, coordinata dalla DDA, che ha ricostruito episodi di violenza riconducibili sia al controllo del territorio sia a contrasti interni tra gruppi criminali.
Secondo l’indagine, gli elementi raccolti delineano responsabilità su due tentati omicidi avvenuti a Roma, maturati in un contesto di regolamenti di conti legati a ruoli, debiti e pretese economiche.
Le vittime designate, individuate come soggetti non allineati al sistema del clan, sarebbero state colpite o minacciate per riaffermare la forza del gruppo radicato nella Capitale.

Un ulteriore filone riguarda un tentativo di estorsione ai danni di un gioielliere romano.
Gli investigatori avrebbero documentato un interesse incrociato che coinvolgeva non soltanto i Senese, ma anche elementi riconducibili al clan Di Lauro, attivo in provincia di Napoli. Un malvivente romano avrebbe chiesto denaro facendo credere alla vittima di agire per conto della famiglia Senese.
L’inganno avrebbe provocato la reazione violenta di entrambe le organizzazioni criminali, con ulteriori minacce e una richiesta ritenuta “risarcitoria”.
La figura indicata dagli atti come referente della risposta capitolina sarebbe Angelo Senese, fratello di Michele Senese, ritenuto storicamente vicino alle strutture mafiose legate a Roma.
Tra le contestazioni emerge anche un tentativo di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso, che sarebbe stato pianificato come strumento intimidatorio utile a costringere una vittima a saldare rapporti economici legati ad attività illecite.
Il presunto proposito di rapimento viene considerato parte di una strategia di pressione finalizzata a ottenere profitti e consolidare il prestigio criminale del clan.
Parallelamente alle misure cautelari, i carabinieri stanno effettuando perquisizioni in diverse aree della Capitale e dell’hinterland, alla ricerca di armi, documentazione e ulteriori elementi ritenuti utili alle indagini.
Questa operazione punta a definire ruoli, gerarchie e interessi economici di una struttura considerata dagli inquirenti ancora in grado di controllare porzioni di territorio romano attraverso violenza, minacce e attività illecite.
Come sempre ricordiamo ai nostri lettori che tutti gli indagati sono da considerarsi come presunti innocenti in attesa del completamento di ogni grado previsto dal processo e lo resteranno fino all’emissione di una definitiva e irrevocabile sentenza di condanna a loro carico. Ora ci si trova nella fase delle indagini preliminari.

















