Sindaca sotto assedio: lettere, insulti e minacce, e finalmente un piccolo riconoscimento

Da sette anni Gina Panci, sindaco nella Valle dell'Aniene, resiste a un fiume di lettere anonime e attacchi sessisti che cercano di ostacolare il suo lavoro. Ora arriva un piccolo ristoro...

La sindaca (di ferro) Gina Panci

Ogni pochi giorni una lettera, una mail, uno scritto lasciato in bottigliette sparse per il paese. C’è una sindaca di ferro nella Valle dell’Aniene, capace di tenersi stretta la fascia tricolore e gestire un piccolo paese di mille anime, nonostante da sette anni sia bersagliata da un fiume di parole, insulti sessisti e accuse di scandali e ruberie di ogni genere, che tirano in ballo dal prete ai consiglieri fino al presidente del centro anziani, passando per amici parenti e rispettive famiglie.

Da sette anni Gina Panci, sindaco nella Valle dell’Aniene, resiste a un fiume di lettere anonime e attacchi sessisti che cercano di ostacolare il suo lavoro. Ora arriva un piccolo ristoro…

Gina Panci: 50 anni, avvocato civilista, madre di una figlia e sindaca di Cerreto Laziale da due legislature, non molla. E ha fatto bene: nonostante le denunce finora non abbiano portato a stanare il “corvo” che le rende la vita impossibile – perché per anni, viste le accuse disseminate anche nei vari palazzi istituzionali, si è ritrovata non solo beffeggiata, calunniata e stalkerizzata, ma anche sotto il controllo di Prefettura, Procura e Guardia di Finanza – oggi ha ricevuto un conforto non da poco… almeno per lei e per il suo paese.

Il fondo per gli amministratori intimiditi

L’Osservatorio della Prefettura ha inserito Cerreto Laziale tra i beneficiari del fondo per la legalità e la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori, riconoscendo ufficialmente il danno subito. Il fondo prevede 11.000 euro all’anno per tre anni: una cifra modesta, ma dal grande valore simbolico.

“Un aiuto che parla di rispetto e riconoscimento”

Questo piccolo ristoro non è solo un aiuto economicosottolinea la sindaca – è la conferma che la fatica, le minacce e le difficoltà non passano inosservate. Intendo destinare queste risorse a iniziative per la legalità e la coesione sociale, soprattutto nelle scuole e per i giovani, così che questa esperienza possa trasformarsi in un’opportunità per tutta la comunità”.

L’attacco sessista: “gallina”

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Gina Panci

Sono certa – spiega – che tanto rancore deriva dal fatto che io, donna, rivesta il ruolo di sindaca; non a caso ogni tanto il mio persecutore mi definisce “gallina”. A un sindaco uomo nessuno verrebbe in mente di scrivere “gallo”, e se anche accadesse, non suonerebbe così dispregiativo. Ma ora posso definirmi almeno soddisfatta. La comunità potrà godere di questi fondi che utilizzeremo per iniziative sociali e di sensibilizzazione. Chi voleva ostacolarmi alla fine mi ha dato una opportunità per investire nel mio amato paese”.

La convocazione del Prefetto e gli schedari pieni di lettere

La sindaca è convinta di essere finita finalmente sotto “le attenzioni giuste” dell’Osservatorio della Prefettura dopo che l’anno scorso il prefetto Lamberto Giannini l’aveva convocata: “Riceviamo lettere di malversazioni. Che ci dice?”.
Lei si era presentata con la fascia e più fascicoli colmi di insulti: “Ne scelga una a caso e legga”.

Le ferite che restano

Su alcune lettere Panci preferisce non scendere nel dettaglio – “sarebbe troppo doloroso per la mia famiglia” – nel frattempo sta imparando a conviverci. Con fatica, certo, ma soprattutto con determinazione e gratitudine. All’ultima elezione era l’unica candidata ed ha raccolto il 74 per cento di ‘sì’.