“Passeggiate romane”, dal 22 novembre al 6 dicembre: alla scoperta della bonifica ravennate di Ostia e Ostia Antica

Eventi, documentari e visite all’EcoMuseo raccontano l’epopea dei braccianti ravennati e la storia del litorale romano a partire dalla sua bonifica

Nella foto il portale del Castello di Giulio II a Ostia Antica - foto di Elisa Palchetti canaledieci.it

La storia del Litorale Romano prende vita anche nel 2025, con il 141° anniversario della bonifica, compiuta dai braccianti ravennati giunti sul litorale la sera di un piovoso 25 novembre. Questo intervento fondamentale ha trasformato una palude ostiense in un territorio abitabile e fertile. Tra canali, castelli e pinete, Ostia Antica offre un itinerario che unisce storia, cultura e natura e da oggi, 22 novembre, ci saranno una serie di eventi che permetteranno ai cittadini di riscoprire la storia di quel periodo storico cruciale per il litorale romano.

Eventi, documentari e visite all’EcoMuseo raccontano l’epopea dei braccianti ravennati e la storia del litorale romano a partire dalla sua bonifica

Appuntamento da oggi, sabato 22 novembre a sabato 6 dicembre 2025, nell’ambito della manifestazione “Il Litorale incontra la sua storia”, si susseguiranno eventi, commemorazioni e la proiezione del documentario Tutta la fatica del mondo domenica 23 novembre.

Il documentario è stato realizzato dalla cooperativa che gestisce l’EcoMuseo del Litorale Romano, dove sono esposti attrezzi storici, utensili dei braccianti e fotografie in bianco e nero che raccontano l’epopea della bonifica idraulica e agricola.

I braccianti ravennati furono in parte ospitati nel Castello di Giulio II, oggi restaurato, mentre altri costruirono capanne con canne palustri. Molti persero la vita a causa della malaria, chiamata allora “mal d’aria”.

All’epoca, i sopravvissuti portarono le proprie famiglie e le tradizioni dal nord Italia, lasciando un’impronta culturale duratura nel territorio.

All’interno dell’EcoMuseo, i visitatori possono vedere lavagne storiche che ricordano come i bambini venissero pagati per catturare le zanzare necessarie allo studio della malaria.

Tra rievocazioni storiche e piatti tipici come i cappelletti in brodo, la memoria dei braccianti si trasmette ai cittadini e ai turisti di ogni età.

La bonifica, il coraggio e l’ingegno dei braccianti ravennati restano oggi una testimonianza viva della storia e della cultura del litorale romano, offrendo ai visitatori un percorso tra memoria, natura e archeologia.

Le idrovore, ancora in funzione dal XIX secolo, mantengono il territorio al di sotto del livello del mare sicuro e abitabile.

I 500 braccianti ravennati erano suddivisi in dieci squadre tra scariolanti e sterratori. L’introduzione della carriola consentì a un solo uomo di trasportare terra anche in salita, fondamentale per costruire argini e canali.

Grazie a questo lavoro estenuante, nel giro di sette anni, la palude fu trasformata.

La memoria dell’impresa è custodita da una lapide in piazza Umberto I con il motto del deputato Andrea Costa “Pane e Lavoro”.

Il borgo antico, dominato dal Castello di Giulio II, ricorda i braccianti anche nella toponomastica e nel parco a loro dedicato.

Grazie a questo lavoro furono salvaguardati reperti archeologici come gli Scavi di Ostia Antica e valorizzato un territorio unico tra mare, dune e pinete.

Se desideri sapere cosa fare in questo fine settimana, clicca su queste parole chiave arancioni e leggi l’articolo a proposito dei migliori eventi tra Roma e il litorale capitolino, fino a domenica 23 novembre inclusa, presente nel database di Canaledieci.it.