Alla stazione Termini moria di piante appena messe: virali le immagini che denunciano incuria e sprechi (FOTO) 

Una spianata senza alberi e piante ormai secche: esplode la polemica sulla manutenzione del verde pubblico a Termini

La stazione Termini, uno dei principali snodi ferroviari e turistici d’Europa, torna al centro delle polemiche. Questa volta non si tratta dei soliti ritardi nei cantieri o dei disagi causati dalle recinzioni che da anni caratterizzano l’area, ma di una denuncia visiva e immediata: una distesa di piante secche, arbusti in vaso ormai privi di vita e ulivi completamente rinsecchiti. Un’immagine sconfortante che ha iniziato a circolare con forza sui social, raccogliendo centinaia di commenti indignati e diventando rapidamente virale.

Una spianata senza alberi e piante ormai secche: esplode la polemica sulla manutenzione del verde pubblico a Termini

L’allarme è stato lanciato da alcuni utenti che, passeggiando nell’area davanti alla stazione, hanno immortalato lo stato del verde presente nella piazza. Le foto, condivise inizialmente su profili personali, sono state poi rilanciate da pagine molto seguite come “Dillo a noi di Roma” e “Welcome to Favelas”, contribuendo alla diffusione del caso.

La denuncia social: “Hanno davvero a cuore il verde di Roma”

Tra i commenti più condivisi spicca quello dell’autore del breve reportage fotografico, che con amarezza ha scritto: “Si vede che hanno proprio a cuore il verde di Roma” – sottolineando con ironia la mancanza di cura dimostrata dalle istituzioni.

Gli scatti mostrano una scena che molti hanno definito “indecorosa”: vasi abbandonati a loro stessi, terriccio secco, piante ormai prive di foglie e rami rigidi, con evidenti segni di incuria prolungata. Un colpo d’occhio che lascia interdetti non solo i cittadini romani, ma anche turisti provenienti da tutto il mondo che approdano a Roma proprio attraverso Termini, prima vetrina della città.

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Fonte foto welcome to favelas

Turisti e cittadini indignati: un danno d’immagine difficile da ignorare

La presenza di piante morte in uno dei luoghi più frequentati della capitale ha scatenato un’ondata di critiche non tanto per la questione estetica, quanto per ciò che rappresenta in termini di gestione del verde pubblico.

Roma, che da sempre rivendica il titolo di città tra le più verdi d’Europa e che vanta la definizione di più grande comune agricolo del continente, presenta invece in questo contesto un’immagine opposta: quella di un patrimonio naturale trascurato.

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Fonte welcome to favelas

Molti passanti hanno raccontato di essersi fermati increduli a osservare gli ulivi completamente secchi, una scena che – come spiegano in numerosi commenti – “fa male agli occhi” perché dimostra un abbandono non più giustificabile. E mentre le festività natalizie si avvicinano e l’area si prepara ad accogliere flussi ancora maggiori di visitatori, il contrasto tra le decorazioni in arrivo e la distesa di piante morte appare ancora più stridente.

La questione dei costi: “Questi sono soldi pubblici”

Tra le riflessioni emerse sui social, una delle più ricorrenti riguarda il costo sostenuto per acquistare e collocare quelle piante ora a un passo dalla morte. “Questi soldi sono pubblici”, scrive un cittadino, ricordando che ogni intervento sul verde urbano pesa sul bilancio comunale.

L’idea che le piante possano essere ora rimosse e sostituite con nuove – invece di essere state curate e mantenute – viene letta da molti come un ulteriore spreco, indice di un “pollice nero istituzionale”, come lo definisce ironicamente un utente.